Distorsione del pollice: i rimedi per alleviare il dolore

2021-02-22T14:06:02
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Distorsione del pollice: i rimedi per alleviare il dolore | Brexidol

Uno degli aspetti che distingue l’uomo da gran parte degli animali è il fatto di avere il pollice opponibile, caratteristica che permette movimenti di presa e pizzicamento molto precisi. 

A differenza delle altre dita, il pollice è costituito da solo due falangi e tre articolazioni (interfalangea, metacarpo-falangea e carpo metacarpale). I tendini dei muscoli dell’avambraccio e della mano ne permettono i movimenti:  
il flessore lungo (che scorre nel polso attraverso il tunnel carpale) permette di piegare la punta del dito
l'estensore lungo agisce principalmente per raddrizzare la punta (consente di dare un "pollice in su" o portare il dito in posizione da autostoppista)
l’estensore breve raddrizza principalmente il pollice nella sua articolazione centrale
l’adduttore del pollice fornisce potenza per pizzicare
l’abduttore lungo aiuta ad allontanare il dito dal resto della mano.

Nonostante abbia una falange e un’articolazione in meno delle altre dita il pollice è cruciale per lo svolgimento delle molteplici attività quotidiane che richiedono l’uso della mano e ce ne accorgiamo quando è interessato da patologie (anche solo una tendinite o forme di artrosi) e traumi che possono causare dolore e riduzione della sua funzionalità. 

Qui di seguito concentriamo l’attenzione sulle distorsioni del pollice: scopriamo in cosa consistono, quando e perché possono verificarsi, quali rimedi sono disponibili per il recupero e la guarigione.

In che cosa consiste una distorsione del pollice: possibili cause

In generale si parla di distorsione quando si verifica uno stiramento eccessivo e/o una lesione di un legamento, ovvero la fascia di tessuto fibroso che collega due o più ossa a un’articolazione e che ha lo scopo di mantenere in posizione i capi ossei articolari. Una distorsione si può verificare in seguito a una sollecitazione eccessiva, anomala e spesso violenta dell’articolazione, senza però che si verifichi uno spostamento permanente dei capi articolari (come invece avviene in una lussazione o in una sublussazione). La lesione può interessare uno solo o più legamenti e può andare da un lieve stiramento fino alla rottura dei legamenti.

Insieme a caviglia e ginocchio, il pollice è una delle parti del corpo più soggetta a distorsioni, nello sport e non solo. Nel caso del pollice, questo infortunio si verifica più spesso ai danni dell’articolazione metacarpo-falangea, quella alla base del dito, dove la falange prossimale del pollice si incontra con l’osso della mano (il metacarpo). Questa articolazione è quella che permette principalmente i movimenti di flessione, estensione e rotazione del pollice è quindi importante per le attività di presa e di pizzicamento. Questa articolazione è stabilizzata da una capsula articolare e da due legamenti (il legamento collaterale ulnare, sul lato interno della mano e il collaterale radiale). In caso di distorsione, la lesione del legamento più comune è a carico di quest’ultimo.

La distorsione del pollice di solito si verifica più facilmente quando una grande forza piega il pollice all’indietro, lontano dal palmo dalla mano: per esempio, una caduta a mano tesa su una superficie dura può facilmente provocare, oltre alla contusione (botta) data dal trauma, una situazione di questo tipo. Anche cadere sciando, con la mano legata al bastoncino da sci, è una causa comune di distorsione del pollice (si parla infatti di pollice dello sciatore). Ma lo sci non è l’unica attività sportiva a rischio: le distorsioni del primo dito della mano non sono rare anche in quegli sport che prevedono la cattura e il lancio di una palla, come il calcio, il baseball, il basket: l’urto del contatto con la palla, infatti, può essere tale da slogare il pollice.

 

Anche ripetute iperestensioni articolari, conseguenza di attività ripetitive di presa o torsione, possono causare danni all’articolazione metacarpo-falangea e lesioni del legamento ulnare.

I sintomi della distorsione del pollice

La sintomatologia tipica di una distorsione al pollice può includere:

  • dolore, che può essere più o meno immediato
  • gonfiore (edema)
  • dolorabilità al tatto
  • lividi (conseguenza della rottura dei vasi sanguigni e del relativo versamento di sangue sotto la cute)
  • instabilità articolare
  • perdita di funzionalità dell’articolazione, cioè della capacità di muoverla e utilizzarla (per esempio si può avere difficoltà ad afferrare oggetti con pollice e indice).

L’intensità e le caratteristiche dei sintomi dipendono comunque dalla gravità della lesione che, a sua volta, è legata all’entità del danno (se è parziale o completo) e dal numero di legamenti coinvolti. Si distinguono così tre diversi gradi di distorsione:

  • primo grado (o lieve): è un infortunio in cui si registra un allungamento eccessivo dei legamenti senza però che questi siano lacerati; in genere comporta dolore e gonfiore minimi, poca o nessuna perdita di capacità funzionale, lividi lievi o assenti
  • secondo grado (o moderata): è la distorsione in cui uno o più legamenti risultano solo parzialmente lacerati. Ciò può comportare una modesta perdita di funzionalità del dito, mentre gonfiore, dolore e lividi sono moderati
  • terzo grado (grave): c’è una rottura dei legamenti. Uno o più legamenti possono essere completamente lacerati al centro, o più spesso nel punto in cui si attaccano all’osso. In questo secondo caso è possibile che il legamento, staccandosi, porti con sé un piccolo frammento di osso (si parla di fratture da avulsione, non infrequenti nei bambini, che hanno legamenti spesso più forti rispetto alle estremità delle ossa, in crescita). I sintomi (dolore, gonfiore e lividi) possono essere molto importanti, l’articolazione risulta instabile e si può avere molta difficoltà a prendere gli oggetti tra pollice e indice. Si può avvertire un nodulo all’interno del pollice, determinato dall’estremità del legamento rotto. A volte si può avvertire uno schiocco o uno strappo al momento dell’infortunio.

Quando rivolgersi al medico per una diagnosi

Bisogna rivolgersi subito al medico o al pronto soccorso in presenza di sintomi intensi che facciano pensare a una lesione seria, per esempio la comparsa di forte gonfiore e dolore insopportabile, l’impossibilità a muovere e usare il pollice oppure se si avverte uno schiocco al momento della distorsione.

Una distorsione lieve può essere almeno inizialmente gestita a casa, ma se non migliora rapidamente nell’arco di 48 ore è meglio sottoporla al controllo del medico curante o di uno specialista in ortopedia e traumatologia.  

Una corretta diagnosi, e il conseguente trattamento, sono necessari per evitare complicazioni a lungo termine, tra cui dolore cronico, instabilità e artrosi.

Durante la visita il medico raccoglierà informazioni sulla salute generale del paziente, su come è avvenuto l’infortunio e sui disturbi accusati e quindi procederà alla valutazione delle condizioni del pollice e del resto della mano con un esame fisico. Potrà quindi muovere il pollice in diverse posizioni per testare la stabilità articolare. Il medico potrà poi richiedere ulteriori accertamenti.

Trattamenti per la distorsione del pollice

Il trattamento della distorsione al pollice varia in base all’entità della lesione. 

In fase acuta, nelle prime 48 ore, si ricorre in generale a un trattamento domiciliare secondo il cosiddetto protocollo RICE:

  • Rest, cioè riposo: è bene cercare di non usare la mano per almeno 48 ore
  • Ice, cioè ghiaccio: un impacco di ghiaccio applicato sulla parte lesa (ma non direttamente sulla cute) subito dopo l’infortunio, e più volte al giorno, per venti minuti alla volta, aiuta a ridurre il gonfiore
  • Compression, ovvero compressione con un bendaggio elastico, sempre per ridurre il gonfiore
  • Elevation, ossia elevazione: la mano va tenuta il più a lungo possibile sollevata rispetto al livello del cuore, sempre per contrastare l’edema.

 

Per avere sollievo dal dolore e contrastare l’infiammazione può essere raccomandata anche una cura con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), disponibili sia per bocca sia in formulazioni topiche da applicare localmente. Si tratta per la maggior parte di farmaci da banco (cioè che non richiedono prescrizione), ma può comunque essere utile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di farvi ricorso.

In alcuni casi, il medico può anche prescrivere l’immobilizzazione dell’articolazione del pollice con un gesso o un tutore con stecca per un periodo di tempo variabile a seconda della gravità della lesione.

Dopo la fase acuta lo specialista valuterà come procedere: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un trattamento conservativo, avviando, quindi, un percorso di riabilitazione. Nei casi di rottura dei legamenti completa e/o di fratture potrebbe invece rendersi necessario il ricorso alla chirurgia per restituire stabilità e funzionalità all’articolazione. 

La riabilitazione

Il percorso riabilitativo rappresenta la seconda fase del trattamento di una distorsione. Se è importante evitare di applicare qualsiasi pressione, carico o resistenza al pollice per un periodo di tempo che verrà consigliato dal medico, è pur vero che l’immobilizzazione dell’articolazione può causare una certa rigidità della stessa, per cui diventa poi necessario avviare una riabilitazione per ripristinare la normale mobilità, flessibilità e forza articolare.

Nei casi lievi o moderati, la riabilitazione viene cominciata generalmente appena i sintomi acuti sono migliorati, mentre nei casi che hanno richiesto la chirurgia, la riabilitazione è postoperatoria. 

Il medico può prescrivere un programma di esercizi specifici, da eseguire da soli o con il supporto di un fisioterapista. In genere si tratta di esercizi di movimento e di rafforzamento della presa, la cui tipologia e il tempo necessario per eseguirli dipenderà dalla gravità della lesione. Allo stesso modo, la durata della riabilitazione e il tempo necessario per il recupero completo dipenderanno dall’entità della lesione e anche dai tempi personali di guarigione. In certi casi possono essere necessari anche alcuni mesi.

 

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