Tenosinovite: cos'è e come curarla

Tenosinovite: cos'è e come curarla | Brexidol

A cura della Redazione Brexidol

Tenosinovite

La tenosinovite è un'infiammazione della guaina sinoviale che avvolge i tendini: quest'ultima è uno strato sottile di tessuto che produce liquido sinoviale, un lubrificante naturale che facilita il movimento dei tendini all'interno delle guaine.

Anatomia dei tendini

I tendini sono strutture fibrose, elastiche e resistenti, presenti in tutto il corpo, che collegano le estremità dei muscoli alle superfici ossee a livello delle articolazioni, permettendo un'adeguata trasmissione delle forze che ne determinano il movimento.

I tendini hanno forme e dimensioni differenti a seconda dei muscoli a cui sono attaccati, sono costituiti principalmente da collagene, una delle proteine più abbondanti del corpo, e contengono anche nervi e vasi sanguigni. La loro struttura è simile a un cavo di fibre ottiche o ad una corda, con piccole fibre di collagene disposte in fasci. Le principali caratteristiche delle fibre di collagene sono la flessibilità, la forza e la resistenza ai danni.

Le parti di cui si compone un tendine sono:

  • endotenone: tessuto connettivo che circonda i fasci di fibre, aiutandoli a scivolare l'uno contro l'altro all'interno del tendine;
  • epitenone: sottile strato di tessuto connettivo che circonda l'intero tendine;
  • paratenone: strato sciolto di tessuto connettivo che permette al tendine di muoversi contro l'epitenone e gli altri tessuti toccati dal tendine;
  • fibre sharpey: fibre di collagene che tengono fissato il tendine all'osso;
  • guaina sinoviale: copertura protettiva esterna di alcuni tendini (per esempio, quelli della mano e del piede).


Come anticipato, alcuni  tendini presenti nel corpo umano sono rivestiti lungo il loro decorso da una membrana protettiva chiamata guaina sinoviale, che racchiude un fluido leggermente viscoso, chiamato liquido sinoviale. 

La guaina sinoviale ha lo scopo di proteggere i tendini da traumi e di prevenirne l'incurvamento o l’attorcigliamento quando si piegano le articolazioni, mentre il liquido sinoviale ha il compito di contribuire al nutrimento del tendine (che essendo poco vascolarizzato mantiene scambi limitati con il circolo sanguigno) e di fungere da "cuscinetto" tra tendine e guaina, ammortizzando lo sfregamento e l'attrito.

Sia i tendini sia le guaine sinoviali possono infiammarsi per varie ragioni, causando disturbi più o meno rilevanti in corrispondenza dell'articolazione coinvolta. Ma perché succede? E come fare per evitarlo o per alleviare i sintomi quando si manifestano?

Che cos'è la tenosinovite?

Con il termine "tenosinovite" si indica un processo infiammatorio che interessa contemporaneamente il tessuto tendineo e la guaina sinoviale che lo riveste. La tenosinovite è, quindi, una condizione che comporta infiammazioni delle guaine dei tendini, causando varie difficoltà nella funzionalità delle articolazioni e influenzando la salute generale delle mani.

Il disturbo può insorgere in modo improvviso (generalmente, dopo un trauma) oppure gradualmente nel corso degli anni, come evoluzione degenerativa di una tendinopatia (termine che sta a indicare una condizione di sofferenza del tendine) determinata dall'accumulo di microlesioni. La tenosinovite può essere acuta o cronica, in relazione alla durata dell'infiammazione che la caratterizza, variabile da alcune settimane a diversi mesi. 

Anche la gravità delle tenosinoviti e dei sintomi associati può essere molto diversa da caso a caso: può causare un disagio modesto oppure così intenso da determinare una notevole compromissione funzionale e impedire l’impiego dell'articolazione sulla quale si inserisce il tendine infiammato. Nelle persone affette da tenosinovite è molto comune la sensazione di dolore e gonfiore: è questa sintomatologia a spingere le persone a cercare il supporto di medici e specialisti per affrontare la situazione. L'obiettivo principale della cura è quindi per prima cosa ridurre le infiammazioni, e quindi ripristinare la funzione delle mani e migliorare la complessiva qualità della vita del paziente.

Qualunque tendine rivestito da una guaina sinoviale può essere interessato da una tenosinovite, ma ad andare più spesso incontro a infiammazione sono i tendini maggiormente sottoposti a sforzi eccessivi, sollecitazioni ripetute o più esposti al rischio di traumi; tra questi rientrano:

  • i tendini delle dita della mano (in particolare, i flessori delle dita, l'adduttore lungo e l'estensore breve del pollice);
  • i tendindi del polso e dell'avambraccio (soprattutto, il flessore radiale e ulnare del carpo);
  • i tendini della spalla (cuffia dei rotatori) e della parte alta del braccio (tendine del capo lungo del muscolo bicipite);
  • i tendini presenti a livello del piede, della caviglia (tendine d'Achille) e del ginocchio (tendine popliteo).

Quando la tenosinovite riguarda l'adduttore lungo del pollice e l'estensore breve del pollice, che condividono una guaina fibrosa comune, il disturbo che ne deriva è chiamato "Sindrome di De Quervain" (dal nome del chirurgo svizzero che la descrisse per la prima volta). Questa sindrome si manifesta solitamente a seguito di un uso ripetitivo del polso, soprattutto in caso di torsione, ed è caratterizzato da un dolore intenso del polso, dal lato e alla base del pollice, che peggiora durante il movimento. Caratteristici di questa patologia sono il gonfiore e l'infiammazione dei tendini o delle guaine tendinee; spesso, infine, a soffrirne sono le neo-mamme, probabilmente a causa del sollevamento ripetuto del neonato, che grava sui polsi.

Quando, invece, la tenosinovite riguarda i tendini flessori delle dita si parla di tenosinovite stenosante o "dito a scatto", in considerazione degli effetti dell'infiammazione sulla dinamica di movimento del dito colpito (che si blocca dopo flessione per poi raddrizzarsi con uno scatto spontaneo e improvviso). In condizioni normali, durante la flessione e l'estensione del sito, il tendine scivola dentro e fuori dalla guaina circostante. In coloro che soffrono di questa patologia, invece, il tendine infiammato può fuoriuscire dalla guaina in fase di flessione del dito; se, però, il gonfiore è eccessivo, il tendine non riesce a rientrare facilmente, quindi il dito si blocca.
Il gonfiore e l'infiammazione del tendine possono causare dolore alla mano o alla base del dito, soprattutto quando il dito è esteso e flesso. La causa scatenante del dito a scatto non è ancora nota, ma tale patologia è stata riscontrata comunemente in soggetti diabetici e affetti da artrite reumatoide.

In generale, la tenosinovite è una condizione comune, che colpisce una percentuale variabile dall'1,7% al 2,6% della popolazione; la percentuale si alza, invece, se si considerano le persone affette da diabete mellito (10%-20%).

Differenza fra tendinite e tenosinovite

La differenza chiave tra la tendinite e le tenosinoviti sta nel fatto che nel primo caso a essere infiammato è soltanto il tendine, mentre nel secondo caso il processo infiammatorio interessa anche la guaina sinoviale. Questa differenza non può essere colta durante la semplice visita effettuata dal proprio medico, poiché segni e sintomi clinici della tendinite e delle tenosinoviti sono sostanzialmente gli stessi, mentre può essere ricontrata attraverso esami radiologici come l'ecografia e la risonanza magnetica nucleare (RMN).

In tutti i casi di tendinite e tenosinovite, la sintomatologia è dominata dal dolore più o meno intenso, che viene accentuato dalla pressione e dal movimento dell'articolazione sulla quale si inserisce la struttura tendinea interessata dall’infiammazione e che può essere così marcato da impedirne l’uso. Quando tendinite o tenosinovite interessano le dita della mano (soprattutto, il pollice) possono essere compromessi gran parte dei movimenti necessari per svolgere le più comuni attività quotidiane, come scrivere, lavarsi i denti, afferrare un bicchiere o aprire un barattolo, mentre quando a infiammarsi è il tendine d'Achille può diventare impossibile camminare, mettersi in punta di piedi e saltare.

Oltre al dolore, possono essere presenti gonfiore e arrossamento, determinati dall’infiammazione della guaina sinoviale e dei tessuti articolari vicini. Il gonfiore e l'arrossamento sono particolarmente marcati quando la tenosinovite è associata a infezioni articolari o a patologie reumatiche come l'artrite reumatoide, l'artrite psoriasica o la gotta (che comportano anche limitazione funzionale e rigidità articolare), mentre possono essere minimi o del tutto assenti in altri casi. 

Il processo infiammatorio rende irregolare la superficie della guaina sinoviale e ciò può determinare lo sviluppo di crepitii durante il movimento dell'articolazione (tenosinovite crepitante) oppure favorire la rigidità articolare.

Quando l'infiammazione riguarda i tendini delle dita della mano può manifestarsi il già citato “dito a scatto”, accompagnato da un crepitio o da uno schiocco. In alcuni casi, può svilupparsi anche un nodulo alla base del dito interessato, percepibile alla palpazione, e il dolore può irradiarsi al palmo della mano o al lato interno del polso. 

Il medico, in fase di diagnosi, si baserà sui sintomi e sull'esame obiettivo, includendo la palpazione e delle manovre specifiche per valutare il dolore. Allo scopo di escludere la presenza di ulteriori patologie e rilevare infiammazioni e lacerazioni dei tendini, lo specialista potrà avvalersi di esami di imaging (risonanza magnetica o ecografia).

Cause della tenosinovite

La tenosinovite può insorgere come conseguenza di infezioni o, più frequentemente, a causa di traumi articolari acuti e cronici (in particolare, microtraumi da usura legata a un uso eccessivo dell'articolazione), patologie con una base autoimmune, diabete oppure per ragioni di natura idiopatica, ovvero quando non è possibile individuarne la causa.

In generale, l'insorgenza della tenosinovite può essere attribuita a cause infettive e cause non infettive.

Le tenosinoviti infettive sono causate da agenti patogeni infettivi che proliferano all'interno delle guaine tendinee. Queste possono insorgere come complicanza di un'infezione articolare (in seguito a un trauma accidentale che ha causato una lacerazione dei tessuti o a un intervento chirurgico) oppure per diffusione di patogeni presenti in altri punti del corpo.
I batteri più spesso responsabili di queste forme sono lo Staphylococcus aureus (40-75% dei casi) e MRSA, (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus,30% circa dei casi), seguiti da altri batteri comunemente presenti sulla pelle come Staphylococcus epidermidis, streptococco beta-emolitico e Pseudomonas aeruginosa, cui si aggiunge Pasturella multocida in caso di morsi di animali.
Le tenosinoviti infettive sono complesse da trattare ed è meno probabile ottenere un recupero completo.

Le tenosinoviti non-infettive sono frequentemente legate alla pratica di uno sport o all'attività lavorativa e diventano un problema diffuso soprattutto dopo i 40 anni, quando i tendini e le guaine sinoviali iniziano a essere via via meno irrorati ed elastici, i processi di riparazione e rinnovamento dei tessuti meno efficienti e il graduale sviluppo di artrosi inizia a compromettere la fisiologia e l'anatomia dell’articolazione. Le cause non infettive si dividono in autoimmune, uso eccessivo e idiopatiche.

Nel primo caso, rientrano il diabete e le patologie reumatiche, che aumentano notevolmente il rischio di essere interessati da tenosinoviti a vari livelli. Basti pensare, infatti, che oltre l'85% dei pazienti affetti da artrite reumatoide presenta segni di tenosinovite alla risonanza magnetica e che una situazione analoga può essere riscontrata in chi soffre di patologie infiammatorie che coinvolgono le guaine sinoviali, come la gotta.

Per quanto riguarda l'uso eccessivo, invece, vi rientrano tutti i casi in cui i sintomi siano riconducibili a movimenti frequenti e ripetitivi, che causano l'infiammazione della guaina sinoviale. Esempi sono rappresentati dall'uso sistematico di computer, tablet e smartphone, che mettono sotto stress le dita, il polso e l'avambraccio e che, negli ultimi decenni, sono diventate sempre più frequenti.

Infine, si parla di tenosinoviti idiopatiche quando i pazienti non hanno una causa accertata per la loro condizione.

Come viene diagnosticata la tenosinovite

Quando compare un dolore abbastanza intenso a livello di un'articolazione, dopo un trauma acuto o in modo apparentemente spontaneo, è sempre opportuno chiedere il parere del proprio medico curante o a uno specialista per evitare di trascurare lesioni di una certa gravità o patologie che possono evolvere nel tempo. Ciò permetterà di ricevere consigli e indicazioni di trattamento in grado di facilitare una più rapida risoluzione dei disturbi.

Il sospetto di tendinite o tenosinoviti si basa sull'analisi dei sintomi lamentati dal paziente e sulla visita medica, con palpazione della struttura tendinea interessata (mano/polso, spalla, ginocchio, piede/caviglia, ecc.) e l'esecuzione di manovre specifiche. Inoltre il medico potrebbe ritenere opportuno effettuare esami strumentali per confermare la diagnosi, tra cui risonanza magnetica ed ecografia.

Questi consentono anche di escludere altre patologie e rilevare la presenza di lacerazioni o infiammazioni a carico dei tendini.

In caso si sospetti che le cause siano di natura infettiva, il medico potrà ritenere utile i risultati di un aumento di globuli bianchi, della batteriemia e dell'esame colturale. In altri casi, invece, può essere utile la tomografia computerizzata (per rilevare anomalie ossee) o gli ultrasuoni.

Importantissimo è, infine, distinguere i sintomi della tenosinovite da quelli di altre patologie; tra queste:

  • la cellulite e/o l'infezione dei tessuti molli, che può manifestarsi con dolore e difficoltà nel movimento dell'articolazione;
  • altre malattie articolari, come l'osteoartrite, l'artrite reumatoide, l'artrite psoriasica, la gotta e la pseudogotta;
  • traumi recenti o passati, incluse patologie ossee o tendinee;
  • le contratture di Dupuytren.


La formulazione di una diagnosi accurata è fondamentale per pianificare un trattamento adeguato.

I trattamenti più efficaci e la prevenzione della tenosinovite

Una volta appurato che si tratta di tenosinovite, sulla base degli esiti della visita medica e dei referti degli esami radiologici, i rimedi iniziali utili per ottenere la riduzione del dolore consistono nella messa a riposo della struttura tendinea interessata dall'infiammazione (anche con l'uso di fasciature o tutori) e nell'applicazione ripetuta di ghiaccio più volte al giorno (per circa 15-20 minuti ogni ora) e/o di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) topici, sotto forma di gel, creme o cerotti medicati.

In alcuni casi, in relazione all'articolazione colpita e alla gravità dei sintomi, il medico può prescrivere l'assunzione di FANS per bocca (in alternativa a quelli topici). L'uso di iniezioni locali di corticosteroidi può fornire sollievo temporaneo dai sintomi, mentre la prescrizione di antibiotici avviene nel caso in cui la tenosinovite sia causata da un'infezione. In sostanza, l'applicazione di calore (in alternativa al ghiaccio), l'utilizzo di farmaci anti-infiammatori, come i corticosteroidi, e la prescrizione di esercizi di riabilitazione sono consigliati per contribuire a ripristinare la funzionalità delle mani.

In caso di tenosinoviti lievi-moderate, di insorgenza recente e non associate a una patologia degenerativa e/o proliferativa (artrosi, artrite reumatoide, gotta ecc.), l'insieme di questi rimedi fisici e farmacologici, in genere, permette di eliminare la sintomatologia nell'arco di 1-2 settimane, anche se per il completo recupero può servire un po' più tempo. 

Per favorire il completamento del processo di guarigione è importante evitare ogni movimento brusco o che comporti uno sforzo eccessivo a carico del tendine ed eseguire più volte al giorno esercizi mirati consigliati da uno specialista. Gli esercizi riabilitativi vanno iniziati il prima possibile, non appena l'infiammazione si è attenuata e il movimento non è più doloroso (fase post-acuta), poiché sono fondamentali per ridurre lo sviluppo di rigidità articolare.

In caso di tenosinoviti di maggiore gravità, questi consigli restano validi, ma in genere serve più tempo per ottenere la risoluzione della sintomatologia e ricominciare a usare l'articolazione in modo relativamente libero. Inoltre, dal momento che tendiniti e tenosinoviti di una certa importanza tendono a recidivare, è opportuno seguire un programma di fisioterapia più strutturato che permetta di apprendere anche movimenti corretti nell'uso dell'articolazione, orientati alla prevenzione di nuovi episodi.

In caso di recidiva è opportuno fare riferimento ad uno specialista, che indirizzerà il paziente verso interventi di secondo livello, come interventi chirurgici. Questi possono diventare necessari se, dopo circa 3-6 mesi di terapia conservativa, i sintomi non si attenuano. L'opzione chirurgica può comportare la decompressione dei tendini interessanti e lo "sbrigliamento" dei tessuti infiammatori.

Infine, per prevenire la tenosinovite infettiva è bene evitare situazioni che aumentano il potenziale rischio di contrarre infezioni alle mani; la diagnosi precoce di segni legati all'infezione (dolore, contratture, ingrossamento di un dito, ecc.) è importante. I pazienti affetti da tenosinovite non infettiva, invece, dovrebbero riconoscere ed evitare la pratica delle attività che peggiorano i sintomi, adottando adeguate misure preventive.

In sintesi

La tenosinovite è un'infiammazione della guaina sinoviale che avvolge i tendini; si manifesta con dolore, gonfiore e rigidità nella zona interessata. Tale condizione può colpire vari tendini ed essere causata da traumi, sforzi eccessivi, infezioni o movimenti ripetitivi. La diagnosi si basa sull'anamnesi e su esami fisici, che possono essere integrati con esami di imaging come ecografie e risonanze magnetiche.

Il trattamento può coinvolgere riposo, ghiaccio, farmaci antinfiammatori, fisioterapia e, nei casi più gravi, interventi chirurgici. Per prevenire la tenosinovite è necessario evitare movimenti eccessivamente ripetitivi, adottare posizione ergonomiche e fare attenzione ai traumi e alla infezioni.

FAQ

Che cosa è la tenosinovite?

La tenosinovite è un'infiammazione del tendine e - al contrario della comune tendinite - della guaina sinoviale che lo riveste.

Perché viene la tenosinovite?

Il trauma (una caduta, uno strappo, una forte pressione) è una delle cause più comuni della tenosinovite; anche infezioni e patologie autoimmuni possono essere alla base della comparsa di questo disturbo, così come il ripetere spesso alcuni movimenti.

Quanto dura la tenosinovite?

A seconda che la tenosinovite si presenti in forma acuta o cronica, la sintomatologia può durare alcune settimane o diversi mesi.

Come si cura la tenosinovite?

La tenosinovite è diagnosticata dal medico ortopedico, il quale prescriverà la terapia adeguata allo stato dell'infiammazione. In ogni caso, si consiglia di mettere a riposo l'articolazione interessata dal dolore, e allo stesso tempo trattarla con impacchi di ghiaccio, cerotti medicati, gel e creme antinfiammatorie; contro il dolore, inoltre, il medico può prescrivere antidolorifici.

Fonti

  1. NIH (Nation Library of medicine), Tenosynovitis - Accesso in data gennaio 2024
  2. Manuale MSD, Tendiniti e Tenosinoviti - Accesso in data gennaio 2024
  3. IRCCS Humanitas - Malattie
  4. Brexidol Foglietto illustrativo
  5. Cleveland Clinic, Tendon - Accesso in data gennaio 2024
  6. Manuale MSD, Sindrome di De Quervain  - Accesso in data gennaio 2024
  7. Manuale MSD, Dito a scatto - Accesso in data gennaio 2024

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