La tendinite del bicipite: come riconoscerla e curarla

2021-03-25T10:38:11
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La Tendinite del Bicipite: come riconoscerla e curarla | Brexidol

Quando si parla di tendinite del bicipite si fa riferimento a una tendinopatia infiammatoria che si sviluppa a carico del tendine del capo lungo del bicipite brachiale. Prima di affrontare nel dettaglio questo disturbo, è opportuna una piccola premessa anatomica.

Il muscolo bicipite brachiale si trova nella porzione anteriore e superiore del braccio: si inserisce, nella parte prossimale (superiore), sulla scapola e in quella distale (inferiore) sull'avambraccio. Ha principalmente una funzione muscolare di supinazione dell’avambraccio (il movimento di rotazione che consente di volgere il palmo della mano verso l’alto) e di flessione del gomito.  

Il nome bicipite ne suggerisce la conformazione anatomica: è infatti un muscolo che ha nella parte superiore due estremità, (il capo lungo e il capo breve del bicipite), entrambe connesse alla scapola da altrettanti tendini.

Il tendine del capo lungo scorre all'interno dell’articolazione della spalla, passando davanti alla testa dell’omero e attraversando il cosiddetto intervallo dei rotatori (uno spazio compreso tra il sottoscapolare e il sovraspinato, due dei quattro tendini che compongono la cuffia dei rotatori) per poi arrivare nel solco bicipitale, sotto il legamento omerale trasversale. 

Parlando di tendinite del bicipite si descrive generalmente una condizione di tenosinovite infiammatoria (ossia un processo infiammatorio a carico del tendine e della guaina che lo avvolge), che colpisce più comunemente la porzione del tendine del capo lungo. Per completezza, va detto che il termine “tendinite del bicipite” viene a volte usato anche per riferirsi alla tendinosi, ovvero una condizione di tipo cronico caratterizzata dalla degenerazione dei tessuti tendinei.

Vediamo di seguito quali sono i sintomi e le cause di questa tendinite, come avviene la diagnosi e quali sono le opzioni di trattamento disponibili. 

Come riconoscere una tendinite del bicipite dai sintomi

L'infiammazione, come anticipato, si sviluppa in genere nella porzione tendinea del solco bicipitale e fa diventare il tendine rosso e gonfio. Il gonfiore ne aumenta il diametro e, di conseguenza, si restringe lo spazio in cui scorre, facilitando l’ulteriore irritazione del tendine e la sua esposizione al rischio di lesioni. 

Se in una prima fase il tendine si mantiene mobile nel solco bicipitale, con il perdurare dell’infiammazione la guaina si ispessisce e viene compromessa la mobilità e la resistenza alla trazione del tessuto tendineo, aumentando ulteriormente il rischio di lesione del tendine. In condizioni avanzate, infatti, si può anche verificare una rottura del tendine.

La tendinite del bicipite brachiale si manifesta in genere con:

  • dolore e debolezza nella parte anteriore della spalla; il dolore, generalmente pulsante e avvertito in profondità, peggiora con il sollevamento, il movimento del braccio sopra la testa, la trazione, il movimento di lancio. La sintomatologia dolorosa è solitamente localizzata al solco bicipitale, ma si sposta lungo l’osso del braccio e può irradiarsi anche fino alla mano; il dolore alla spalla, inoltre, di solito peggiora durante la notte, soprattutto in caso di sonno in posizione laterale, in appoggio sull’articolazione lesionata
  • dolorabilità alla palpazione in corrispondenza del solco bicipitale
  • schiocco avvertibile alla palpazione o udibile quando viene testata l'ampiezza di movimento del braccio, segno di instabilità del tendine.

In caso di rottura del tendine, in genere si avverte uno schiocco udibile e doloroso, seguito da un sollievo dei sintomi, con la comparsa di un rigonfiamento visibile nella parte superiore del braccio, sopra il gomito, noto come deformità o segno di Popeye.

Cause dell’infiammazione del tendine del bicipite

La tendinite del bicipite è generalmente conseguente all’uso eccessivo, a movimenti continui e/o ripetitivi di trazione e rotazione della spalla. Oltre a molte attività quotidiane, anche alcune attività sportive rientrano tra i fattori di rischio per la tendinite al bicipite, in particolare quelle che richiedono movimenti ripetitivi con il braccio in elevazione sopra la testa, come il nuoto, il tennis, la pallavolo e il baseball. 

Nella maggioranza dei casi la tendinite del bicipite è primaria è secondaria ad altri disturbi concomitanti a carico della spalla tra cui:

  • instabilità cronica o lussazione della spalla
  • sindrome da conflitto subacromiale, nota anche come sindrome da impingement, caratterizzata da un’eccessiva compressione o attrito delle strutture che si trovano nello spazio (detto sub-acromiale) compreso tra l’acromion (una protuberanza ossea della scapola) e l’omero 
  • lesioni del labbro glenoideo superiore (lesioni SLAP)
  • lesioni, tendiniti o tendinopatie della cuffia dei rotatori
  • lesioni al tendine sottoscapolare

artrosi gleno-omerale (artrosi dell’articolazione della spalla).

Trattamenti per la tendinite del bicipite

La tendinite del bicipite di solito viene gestita con trattamenti conservativi. In fase acuta sono generalmente raccomandati:

  • riposo, in modo da evitare qualsiasi attività o sforzo che peggiori la sintomatologia dolorosa
  • impacchi di ghiaccio applicati sulla parte dolente (ma non direttamente a contatto con la pelle), per 20 minuti più volte al giorno, in quanto aiutano a ridurre il gonfiore
  • farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per bocca o topici (sotto forma di creme, gel o cerotti medicati), per alleviare la sintomatologia dolorosa e i segni dell’infiammazione

Se i trattamenti conservativi falliscono e non portano a guarigione, o nel caso in cui sia riscontrata una lesione del tendine di grave entità lo specialista ortopedico potrebbe optare per altri trattamenti, più invasivi. (o addirittura la rottura del tendine), lo specialista ortopedico può prendere in considerazione il ricorso alla chirurgia. L’intervento viene generalmente effettuato in artroscopia, mediante l’inserimento nell’articolazione della spalla, attraverso piccole incisioni, di una piccola telecamera e strumenti chirurgici miniaturizzati. Le principali opzioni chirurgiche sono:
la tenodesi, che prevede la rimozione della parte danneggiata del tendine e la giunzione della parte rimanente all’omero (in genere al solco bicipitale o al legamento omerale trasversale) con ancoraggi e viti di sutura
la tenotomia, che prevede di rimuovere il tendine danneggiato dall’articolazione della spalla.

La tenodesi è un’opzione che viene generalmente preferita nei pazienti più giovani e nei soggetti attivi (come atleti e lavoratori manuali), mentre la seconda è riservata solitamente ai soggetti più anziani (over 60) e inattivi. 

Diagnosi medica e riabilitazione

È difficile distinguere, sulla base dei soli sintomi, la tendinite del bicipite da eventuali altri disturbi della spalla. Per arrivare a una diagnosi corretta, sulla cui base determinare la terapia più adatta, è quindi necessario raccogliere informazioni sulla storia medica del paziente (compresi eventuali traumi e lesioni pregressi), sui sintomi accusati, sulle abitudini di vita (per esempio le attività sportive e/o lavorative normalmente praticate). 

Inoltre, è opportuno un esame fisico che valuti, per esempio, la postura della spalla, l’ampiezza di movimento, la forza, eventuali segni di instabilità e di dolorabilità alla palpazione. Esistono inoltre molteplici test e manovre cui sottoporre il braccio e la spalla del paziente per distinguere la tendinite da altre patologie.

Per confermare la diagnosi ed escludere altri disturbi associati, inoltre, possono essere richiesti esami strumentali, per valutare più in dettaglio la condizione del tendine del bicipite e degli altri tessuti.

Confermata la diagnosi di tendinite del bicipite, dopo la terapia proposta, per il pieno recupero è necessario intraprendere un percorso riabilitativo

Nel caso di un approccio conservativo viene previsto un percorso di fisioterapia per contrastare la debolezza e la rigidità della spalla: in genere vengono raccomandati specifici esercizi di stretching e rinforzo che aiutano a ripristinare la gamma di movimento.

Per quanto riguarda invece il piano di riabilitazione, esso dipende anche dal tipo di procedura cui si è stati sottoposti. In genere, viene fatta indossare un’imbracatura per alcune settimane per favorire la riparazione dei tendini (per 1-2 settimane in caso di tenotomia, anche per 3-4 settimane in caso di tenodesi). Alcune attività possono essere limitate per permettere la corretta guarigione tendinea: è quindi molto importante seguire le indicazioni del medico.

Il medico o il fisioterapista indicheranno poi gli esercizi terapeutici da eseguire: in genere si comincia con esercizi di flessibilità e stretching, per migliorare la mobilità della spalla, cui si aggiungono, gradualmente, esercizi di rafforzamento. 

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