Tendinite alla spalla: quali sono i sintomi e le cause e come si cura

2021-02-08T14:55:58
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Tendinite alla Spalla: sintomi, cause e trattamento | Brexidol

La spalla è un complesso articolare coinvolto in numerosi movimenti. Per ottenere questa grande mobilità articolare, associata alla forza, le diverse strutture che la compongono devono agire in modo coordinato. In particolare i legamenti hanno il compito di guidare la testa dell’omero e di dare stabilità alla spalla durante i movimenti, mentre il complesso muscolare e tendineo che forma la cuffia dei rotatori rappresenta il “motore” della spalla. Se qualche elemento di questo ingranaggio si indebolisce, si può andare incontro a disturbi e fastidi. Tra questi rientrano le tendiniti, causa frequente di dolore alla spalla.

Che cos’è la tendinite alla spalla

Le tendiniti sono infiammazioni che riguardano i tendini, strutture fibrose che collegano i muscoli alle ossa, la cui funzione principale è quella di trasmettere la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi in modo da rendere possibile il movimento delle articolazioni. Le tendiniti della spalla in genere interessano i tendini della cuffia dei rotatori o quelli del bicipite e, talvolta, ne preludono la rottura. La reazione infiammatoria stessa è spesso legata a lesioni traumatiche o da usura nel tempo del tendine interessato.

La cuffia dei rotatori è formata dai tendini di quattro muscoli, che hanno origine dalla scapola e si inseriscono sulla testa dell’omero e concorrono al movimento della spalla nei vari piani dello spazio. In particolare i tendini che costituiscono la cuffia sono:

  • il sottoscapolare 
  • il sovraspinato 
  • il sottospinato
  • il piccolo rotondo.

Esternamente la cuffia dei rotatori è ricoperta da una ampia borsa, una sorta di cuscinetto che evita l’attrito con le ossa della scapola. Talvolta insieme al tendine si infiamma anche la borsa dando luogo a una borsite. 

Il tendine che si può infiammare con più facilità è il sovraspinato, che scorre in uno spazio limitato dove può essere compresso tra la testa omerale e l’acromion (un osso della scapola). Questa situazione, definita sindrome da conflitto, può portare, se il tendine è ripetutamente sfregato contro le ossa, al suo indebolimento fino ad arrivare alla lacerazione. Una piccola lesione della cuffia, a livello del tendine sovraspinato, può allargarsi con il passare del tempo fino a coinvolgere anche il sottospinato.

A volte si formano dei piccoli depositi di calcio all’interno della cuffia dei rotatori che possono determinare sia un’irritazione del tendine interessato (in genere il sovraspinato) sia un aumento del suo spessore, creando una condizione di irritabilità tendinea definita tendinite calcifica o più correttamente tendinopatia calcifica (nota in passato con il termine periatrite). L’ispessimento infiammatorio del tendine può favorire a sua volta la sindrome da conflitto.

Le cause

Le tendiniti della cuffia dei rotatori, così come la borsite, sono in genere dovute a irritazione e infiammazione derivanti da un danno o da un sovraccarico alla spalla. Già intorno ai 40 anni è facile che inizi un processo di degenerazione o usura a carico dei tendini della spalla, caratterizzato da perdita di elasticità e possibili calcificazioni con comparsa di sintomatologia dolorosa. 

Sicuramente giocano un ruolo importante le attività che portano a sovraccaricare le spalle come può accadere nelle persone che per lavoro sollevino pesi in alto o negli atleti impegnati nel tiro del giavellotto o del disco. A volte la causa può essere rappresentata da traumi veri e propri (cadute o strappi), ma è più tipico che il tessuto tendineo si logori lentamente nel tempo per poi magari rompersi in seguito a un trauma o, viceversa, che un trauma ingrandisca una lacerazione che prima era più o meno ben compensata. Le cause della tendinopatia calcifica non sono invece chiare. Quello che è evidente è che si tratta di una patologia più frequente nella popolazione fra i 30 e i 70 anni e con una netta predilezione per le donne.

Quali sono i sintomi della tendinite alla spalla

Il sintomo principale delle tendiniti è il dolore alla spalla irradiato al braccio. La spalla risulta dolente soprattutto nel momento in cui si esegue uno sforzo o comunque nel corso dei movimenti. Spesso il dolore è presente o addirittura prevalente nelle ore notturne sia nella parte laterale della spalla sia lungo il braccio. Di rado può esserci gonfiore e sensazione di calore. Con il passare del tempo, se non si interviene in alcun modo, c’è il rischio che il tendine interessato si danneggi ancora di più fino a rompersi con una progressiva perdita di funzione della spalla. Quando i tendini della cuffia sono lesi diminuisce la capacità di alzare e ruotare l’arto e il movimento si associa a una significativa debolezza e a dolore

Tipico della tendinite calcifica è il dolore intenso che insorge di notte e peggiora sotto sforzo, eventualmente associato a limitazione nell’esecuzione di movimenti semplici.

Come diagnosticare e curare la tendinite alla spalla

Un dolore alla spalla che persiste nel tempo non va mai sottovalutato. Per capirne l’origine è fondamentale un’attenta visita specialistica. L’analisi dei sintomi e alcuni test funzionali eseguiti dall’ortopedico possono aiutare a capire l’eventuale coinvolgimento dei tendini della cuffia dei rotatori, a cui potranno seguire indagini più approfondite e interventi mirati, di tipo farmacologico e/o chirurgico. 

Tendinite alla spalla: tempi di recupero

Nella maggior parte dei casi, specie se il problema è di lieve entità e riguarda un solo tendine, il trattamento conservativo (riposo, farmaci antinfiammatori non steroidei e terapie fisiche e fisioterapiche) è sufficiente per trattare l’infiammazione con risultati soddisfacenti e tempi di recupero limitati. A volte basta meno di un mese per riprendere una buona mobilità senza dolore, in altri casi, qualora sia necessario un protocollo riabilitativo più articolato, possono volerci anche 3-4 mesi.

Al contrario la fase di recupero è decisamente più duratura e impegnativa nei casi in cui si ricorre alla terapia chirurgica perché il processo biologico di riparazione dei tendini avviene in modo graduale e richiede tempi lunghi (anche oltre i 6 mesi). 

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