Alluce valgo: cause, rimedi ed esercizi

2020-05-26T08:23:25
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Alluce valgo - Brexidol
Scopri il rimedio contro l'alluce valgo

Noto popolarmente anche come “cipolla”, è uno dei disturbi più comuni a carico del piede. Una patologia dolorosa per la quale, fortunatamente, non mancano le opzioni terapeutiche.

Il piede è una parte del corpo di cui a volte si dimentica l’importanza. Eppure il suo ruolo è prezioso nel garantire, per esempio, la stabilità in posizione eretta e nel permettere movimenti apparentemente così scontati come camminare, correre, saltare. Non a caso è caratterizzato da un’anatomia piuttosto complessa, in cui entrano in gioco numerose strutture (ossa, articolazioni, muscoli, legamenti, tendini) che interagiscono per mantenere un prezioso equilibrio.

Alluce valgo

Così, quando qualcosa non va come dovrebbe proprio a livello plantare (per esempio per colpa di una sindrome ossea o di vere e proprie fratture, di una eccessiva pressione articolare o di una lesione muscolare, legamentosa o tendinea) è facile trovarsi in difficoltà nella vita di tutti i giorni: può dare fastidio se non diventare impossibile indossare il paio di scarpe preferito, si può andare incontro a problemi posturali e può risultare compromessa anche la corretta deambulazione.

Ne sa qualcosa chi si trova a fare i conti con l’alluce valgo, una deformità ossea tra le più comuni a carico dell’avampiede, caratterizzata da una deviazione del dito alluce: può coinvolgere persone di ogni età, ma più spesso gli adulti e, in generale, riguarda più le donne degli uomini.  Scopriamo tutto quello che c’è da conoscere su questa patologia: cause, ma anche sintomatologia e rimedi esistenti, non solo quelli che permettono di avere sollievo dai sintomi, ma anche le strategie che portano alla correzione e alla guarigione.

Alluce valgo: di che cosa si tratta

Alluce valgo - cos'è

L’alluce valgo è una deformità dell’articolazione metatarso-falangea alla base del primo dito, posta tra la falange prossimale (il primo osso della punta del dito) e la testa dell’osso metatarsale (il primo osso lungo del piede).

Tale deformità determina una deviazione laterale dell’alluce verso le altre dita e una deviazione ossea della base del dito verso l’esterno. Si crea così una protuberanza, comunemente detta “cipolla”.

Le cause dell’alluce valgo



In una piccola percentuale di casi l’alluce valgo può essere una deformazione congenita. Più spesso, però, la deformità che colpisce l’osso e l’articolazione dell’alluce è acquisita.

Le cause non sono del tutto chiare, ma probabilmente entrano in gioco molteplici fattori, tra cui:

  • la predisposizione genetica
  • l’uso di calzature inadeguate (come una scarpa col tacco alto, a punta stretta o con tomaia troppo rigida), che, provocando una pressione eccessiva sulle dita e un insulto cronico all’articolazione, possono peggiorare un’anomalia sottostante
  • la presenza di alcune patologie reumatiche (per esempio l'artrite gottosa, l'artrite psoriasica e l'artrite reumatoide) o neuromuscolari
  • la presenza di un difetto del piede, congenito o acquisito, che influisce sulla postura e sulla meccanica plantari (per esempio il piede piatto, a cui si può associare il valgismo del retropiede, ovvero la deviazione verso l’esterno del calcagno).
Alluce valgo - cause

Sintomi e diagnosi della deviazione dell’alluce

Alluce valgo - sintomi

L’alluce valgo determina principalmente:

  • dolore all’articolazione metatarso-falangea del primo dito, in particolare a livello della sporgenza ossea, che viene esasperato quando si cammina; gradualmente, all’aumentare della deformità, si aggravano anche frequenza, durata e grado di dolore
  • comparsa di una borsite, cioè un’infiammazione a carico della borsa mucosa alla base dell’alluce, conseguente, in genere, allo sfregamento della protuberanza ossea (che va incontro a tumefazione e arrossamento) contro la tomaia delle scarpe
Alluce valgo - diagnosi
  • metatarsalgia, ovvero dolore a livello delle teste delle ossa metatarsali, per effetto dello spostamento su di esse del carico del corpo in seguito alla deviazione dell’alluce
  • deformità delle altre dita del piede, con l’alterazione del verso delle dita che può, per esempio, assumere un andamento “curvo” (dito a martello). Alla deformità delle dita possono poi associarsi callosità derivanti dall’attrito contro le calzature o dallo sfregamento tra le dita stesse.

L’alterata meccanica della prima articolazione metatarso-falangea, inoltre, con l’andare del tempo può determinare la comparsa di fenomeni di artrosi. Il progressivo aggravamento e aumento di dimensioni della deformità ossea, inoltre, comporta un danno funzionale (l’alluce si irrigidisce e i movimenti sono limitati, per cui può diventare difficile camminare e indossare le calzature) e anche estetico.

In virtù della sintomatologia sin qui descritta, la diagnosi può essere facilmente ottenuta sulla base della visita medica, corredata da un’anamnesi accurata (il medico si informa sulle caratteristiche e la durata dei sintomi, sulle abitudini di vita, sul tipo di calzature indossate abitualmente, sulla storia clinica del paziente ecc.), e dell’esame clinico scrupoloso del piede nel suo complesso, alla ricerca delle possibili cause della deformità (potranno essere valutati per esempio la condizione della pianta del piede, la presenza di anomalie come il piede cavo o piatto, la rigidità o meno delle articolazioni, la posizione di appoggio del calcagno a riposo ecc.). Si esaminerà inoltre la condizione dell’articolazione metatarso-falangea del primo dito, in fase sia di scarico (cioè senza appoggiare il piede a terra) sia di carico.

In genere poi il medico può ricorrere a esami ulteriori per identificare con precisione l’entità della deviazione dell’alluce e la condizione dell’articolazione coinvolta: si ricorre per lo più a una radiografia sotto carico, mentre altri tipi di esame, come la risonanza magnetica, possono eventualmente essere richiesti se si sospettano altre problematiche.

Alluce valgo - diagnosi

Terapia dell’alluce valgo

La terapia dell’alluce valgo si avvale, generalmente nella fase iniziale, di un trattamento conservativo, vale a dire non chirurgico. Questo tipo di trattamento è volto in particolare a gestire i sintomi, alleviare il dolore e prevenire o quantomeno limitare il peggioramento della deviazione dell’alluce, e comprende:

  • impacchi di ghiaccio sulla deformità, per ridurre gonfiore e infiammazione
  • il ricorso a farmaci, come analgesici e antinfiammatori non steroidei (FANS) in compresse o sotto forma di prodotti da applicare localmente, per ridurre il dolore
  • la scelta di scarpe comode, con tomaia morbida, pianta larga e tacco basso (ed eventuale suola ortopedica, se necessaria)
  • il ricorso a ortesi (ovvero dispositivi applicabili all’esterno del corpo che consentono di correggere un'anomalia funzionale), come per esempio appositi tutori o plantari, oppure cuscinetti per borsite (che possono trovarsi inseriti in una sorta di calzino ortopedico), con lo scopo di prevenire le irritazioni della deformità
  • esercizi specifici quotidiani, stabiliti dal medico o dal fisioterapista (per esempio, esercizi di allungamento, per mantenere la mobilità dell’articolazione coinvolta, oppure esercizi di distensione delle dita e rafforzamento dei muscoli abduttori dell’alluce).
Alluce valgo - terapia

Se il trattamento conservativo non permette una soddisfacente gestione dei sintomi e la patologia arriva a ostacolare pesantemente le attività di tutti i giorni, in genere si valuta il ricorso alla chirurgia per la correzione dell’alluce valgo. Esistono diverse procedure: la scelta della metodica più adatta al caso viene fatta dallo specialista tenendo conto delle caratteristiche della deformità riscontrate con la visita e gli esami di accertamento.

In generale, gli interventi di correzione possono essere suddivisi in:

  • interventi di osteotomia, che prevedono un taglio nel primo osso metatarso (numero, forma e posizione dei tagli variano a seconda della strategia chirurgica utilizzata) per riallineare l’articolazione deviata
  • interventi di artroplastica, che permettono di recuperare la mobilità dell’articolazione metatarso-falangea, rimuovendo le parti articolari danneggiate e procedendo alla ricostruzione
  • interventi sui tessuti molli (come legamenti e tendini), per correggere la deviazione
  • interventi di artrodesi, procedura che comporta la fusione dell’articolazione metatarso-falangea fissandola nella posizione corretta (in genere è un’opzione riservata ai casi più gravi in cui è improbabile che l’articolazione riacquisti funzionalità).
Alluce algo - terapia

Il medico specialista, dopo una attenda valutazione del caso, è in grado di valutare le modalità di intervento appropriate. Le diverse tecniche possono anche essere combinate tra loro. Va anche precisato che si può intervenire con tecniche “a cielo aperto”, che prevedono incisioni anche di alcuni centimetri, o con una chirurgia mininvasiva, spesso percutanea (la tecnica percutanea prevede incisioni puntiformi o di pochi millimetri). I risultati sono in genere equiparabili, anche se le tecniche mininvasive possono permettere di ridurre i tempi di intervento e di degenza e determinano una minore aggressività sui tessuti molli.

Alluce algo - terapia

Il post-operatorio può variare in base al tipo di procedura eseguita. In genere viene applicata una medicazione con bendaggio che mantiene il dito in posizione corretta e comprime la ferita per ridurre al minimo il gonfiore post-operatorio. Di solito per un periodo iniziale occorre tenere il piede operato a riposo, limitando il carico (le tempistiche esatte dipendono ancora una volta dalla tecnica chirurgica cui ci si è sottoposti).

Di solito poi segue un percorso di riabilitazione, con esercizi specifici, proposti dal medico o dal fisioterapista, che aiutano a ripristinare la forza del piede e i movimenti corretti e completi (per esempio un esercizio proposto può prevedere di raccogliere delle biglie dalla terra usando le dita del piede).

I tempi di recupero dipendono anche da come si è svolto il post-operatorio. In genere, comunque, sono necessari alcuni mesi, durante i quali è fondamentale rispettare le indicazioni dei medici (anche riguardo il tipo di calzature comode più adatte sia in fase di recupero sia dopo la guarigione) anche per la prevenzione di una recidiva della deviazione dell’alluce.

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