Dolori alla pianta del piede: quali sono le cause e i rimedi più efficaci

2021-03-16T16:04:49
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Dolori alla Pianta del Piede: cause e rimedi | Brexidol

Il piede è una struttura anatomica complessa, composta da numerose ossa, articolazioni, legamenti, muscoli e tendini responsabili dei movimenti coordinati che consentono la deambulazione e la postura in posizione eretta. È facile comprendere come disturbi a carico anche di una sola di queste molteplici strutture (senza dimenticare possibili lesioni o patologie a nervi, vasi sanguigni e pelle) possa determinare dolore. E quando il dolore coinvolge la pianta del piede, che funge da appoggio e sostiene il peso del corpo, può causare problemi a compiere le attività di tutti i giorni: può bastare anche un lieve fastidio per ostacolare il semplice atto di indossare le scarpe.

Il male alla pianta del piede viene spesso sottovalutato. In realtà non bisognerebbe mai trascurare i segnali che il corpo lancia, tanto più se il dolore plantare è presente da un po’ di tempo o è ricorrente: se camminare fa male, istintivamente si è portati a modificare l’andatura e questo, a lungo andare, può influire non solo sul piede, ma a catena sulle articolazioni degli arti (caviglia, ginocchio, anca) fino a determinare persino mal di schiena.

Scopriamo insieme le principali cause del dolore alla pianta del piede, i rimedi da attuare e i consigli per una corretta prevenzione.

Pianta del piede: breve premessa

Prima di affrontare nel dettaglio il dolore alla pianta del piede, approfondiamo brevemente l’anatomia di questa parte del corpo. 

Il piede, collegato alla parte inferiore della gamba dall’articolazione della caviglia, conta 28 ossa e 33 articolazioni, tradizionalmente suddivise in:

  • retropiede, la parte posteriore, costituita da due delle sette ossa tarsali, l’astragalo e il calcagno (o osso del tallone)
  • mesopiede, la parte centrale del piede, costituito dalle altre cinque ossa tarsali 
  • avampiede, la parte anteriore, che comprende i cinque metatarsi, le falangi (tre per ogni dito, fatta eccezione per l’alluce che ne conta due) e le due ossa sesamoidi.

Responsabili del movimento di queste strutture sono 29 muscoli (e relativi tendini), separati, collegati e sostenuti da una fascia di tessuto connettivo fibroso che può essere divisa in superficiale e profonda, e che è presente a livello sia dorsale sia plantare. La fascia plantare, che si estende dal tallone alle dita dei piedi, è più spessa di quella dorsale e ha più setti che contengono grasso per fornire una sorta di cuscinetto. 

La pianta è la superficie inferiore del piede. Essa non appoggia completamente a terra: il centro della pianta, infatti, si alza nella volta plantare, delimitata da tre archi - l'arco plantare longitudinale mediale, longitudinale laterale e trasversale anteriore - rinforzati da tendini e legamenti del piede. 

A livello plantare sono presenti anche due nervi, il plantare laterale e il plantare mediale, che hanno entrambi origine dal nervo tibiale. 

Dolori alla pianta del piede: sintomi più frequenti

Il dolore sulla superficie plantare del piede può avere caratteristiche molto diverse, così come può associarsi a ulteriori sintomi a seconda della causa scatenante.

Può interessare la pianta di un solo piede o, a volte, di entrambi, e può essere localizzato in un punto o essere diffuso a tutta la superficie plantare. Per esempio, in caso di metatarsalgia, la sintomatologia dolorosa si estende dall’avampiede alle dita dei piedi, mentre in caso di fascite plantare si lamenta in genere dolore al tallone. 

Si può avere a che fare con un semplice indolenzimento, oppure con un dolore intenso, lancinante. Se è imputabile a nervi infiammati e irritati, per esempio, si può avvertire formicolio, bruciore o intorpidimento. 

Il dolore, inoltre, può essere occasionale, ricorrente o continuo, può peggiorare quando si inizia a camminare o con movimenti specifici, e migliorare con il riposo; può associarsi anche a dolorabilità al tatto.

Possono poi essere presenti anche altri segni e sintomi come:

  • sensazione di avere un sassolino sotto il piede
  • difficoltà a camminare o a caricare il peso sul piede, instabilità
  • lividi
  • ispessimenti cutanei
  • ulcerazioni
  • alterazioni della sensibilità
  • deformità.

In caso di dolore alla pianta del piede ci si può rivolgere al medico di base, allo specialista ortopedico o al podologo, il professionista sanitario che si occupa specificatamente della salute del piede.
La diagnosi è fondamentale per individuare la cura più adatta al proprio caso. Oltre all’anamnesi, ovvero la raccolta delle informazioni sulla storia clinica del paziente, sulle caratteristiche dei sintomi e sulla loro modalità di comparsa, sulle abitudini e lo stile di vita (tipo di calzature abitualmente indossate, sport eventualmente praticati, ecc.) viene effettuato anche un esame obiettivo del piede

Le cause più comuni del dolore alla pianta del piede

Il dolore alla pianta del piede può essere imputabile a condizioni di varia natura, non solo muscolo-scheletriche, ma anche neurologiche, vascolari, dermatologiche.

Tra le principali, senza pretesa di esaustività, ricordiamo:

  • fascite plantare, che consiste in una irritazione degenerativa della fascia plantare, dovuta principalmente a sforzi ripetitivi che determinano microlacerazioni, ma che può verificarsi anche a causa di traumi. Alcuni fattori predisponenti comprendono: alterazioni nella conformazione della pianta del piede (come il piede piatto o il piede cavo), il sovrappeso, lo stare a lungo in piedi. È la causa più comune di dolore al tallone, sintomo che viene descritto spesso come acuto e che peggiora con i primi passi al mattino dopo essersi alzati dal letto o comunque dopo un lungo periodo di riposo (come un viaggio in auto). Il dolore è avvertibile anche al tatto toccando la pianta del piede davanti al tallone. In molti casi la fascite plantare si associa alla presenza di una spina calcaneare (o sperone calcaneare), una formazione ossea posta nella parte inferiore del calcagno e diretta verso l’arco plantare;
  • metatarsalgia, condizione dolorosa che si manifesta nella parte anteriore della pianta del piede, in corrispondenza delle ossa che compongono il metatarso. È spesso descritta come un bruciore o un dolore acuto che può variare da lieve a intenso e che peggiora quando si cammina. Tutto ciò che determina un sovraccarico sulla parte anteriore del piede può causarla, come sovrappeso, abitudine a indossare a lungo tacchi alti o scarpe dalla punta stretta, la pratica di sport ad alto impatto (come la corsa), soprattutto se con calzature non adeguate. Può anche essere secondaria ad altre condizioni e patologie (come neuroma di Morton, dita a martello, alluce valgo);
  • sindrome del tunnel tarsale, che si verifica per la compressione del nervo tibiale all’interno di un canale posto a livello della caviglia (il tunnel tarsale). Causa dolore, formicolii, intorpidimento e alterazioni della sensibilità a livello del tallone, della pianta e delle dita dei piedi (dove scorrono le diramazioni del nervo tibiale). Tra i fattori che possono determinare la compressione nervosa sono da includere anche la presenza di strutture ingrandite o anomale che occupano spazio nel tunnel tarsale (per esempio una cisti o un tendine gonfio). Anche il cosiddetto piede piatto, che comporta un’inclinazione verso l’esterno del tallone, è un fattore di rischio;
  • alluce valgo, una deformazione dell’alluce che si inclina verso le altre dita, determinando la formazione di una protuberanza verso l’esterno a livello dell’articolazione alla base del dito. La protuberanza può andare incontro a infiammazione, con conseguente dolore, gonfiore e arrossamento della stessa. Alla base di questo problema sembra esserci una struttura meccanica difettosa del piede ereditaria. In soggetti predisposti, inoltre, l’uso di tacchi alti o scarpe troppo strette può favorirne la comparsa e aggravarne i sintomi. L’alluce valgo può peggiorare nel tempo, rendendo difficile indossare scarpe e camminare. Col tempo possono poi comparire calli sulla protuberanza e/o tra le dita vicine e metatarsalgia;
  • neuroma di Morton, caratterizzato dall’ispessimento del nervo tra il terzo e quarto dito, conseguente a compressione o irritazione. Tra i fattori che possono favorirne la comparsa: indossare scarpe a punta stretta o con tacchi alti, fare sport che comportano irritazioni ripetitive alla pianta del piede (come la corsa), lesioni o traumi nell’area, deformità del piede (come dita a martello o piede piatto). Causa formicolio, bruciore o intorpidimento, sensazione di un sassolino sotto la pianta del piede o dentro la scarpa;
  • lesioni di Lisfranc, ovvero lesioni (fratture, lussazioni, distorsioni) a carico dell’articolazione omonima, dovute principalmente a traumi diretti (come la caduta di qualcosa di pesante sul piede) o indiretti (come una torsione del piede) che possono determinare, in genere, dolore in tutto il metatarso quando si è in piedi o si applica pressione, incapacità di caricare il peso sul piede, lividi sull’arco plantare e gonfiore al piede;
  • artrosi, malattia degenerativa delle cartilagini articolari che può interessare anche le articolazioni del piede (in particolare dell’alluce e della parte centrale del piede), causando dolore, anche cronico, e rigidità. Fattori predisponenti includono età avanzata, obesità e sovrappeso, lesioni articolari pregresse;
  • piede diabetico, una delle complicanze del diabete, soprattutto se non adeguatamente controllato. Questo disturbo è caratterizzato da alterazione della sensibilità, intorpidimento, formicolio e dolore, e può compromettere la circolazione, riducendo l’afflusso sanguigno ai piedi. Tutto ciò può favorire, tra le altre cose, un rischio aumentato di fratture – che possono anche passare inosservate – la comparsa di ulcerazioni e ferite, che stentano a guarire e che possono anzi infettarsi, e la deformazione del piede. Nei casi più gravi può essere necessario ricorrere a un’amputazione;
  • vesciche (piccole tasche piene di liquido, che si formano sempre in conseguenza dell’attrito), calli e duroni (ispessimenti cutanei causati dalla pressione e dallo sfregamento ripetuto contro la scarpa o contro un calzino). Si possono formare anche sulla pianta del piede, sono favoriti dall’uso di calzature non adatte e/o da deformità del piede e possono risultare dolorosi;
  • verruche plantari, piccole escrescenze cutanee, di origine virale, che si formano sulla pianta del piede e che possono diventare dolorose se si cammina o si appoggia il peso del corpo su di esse.

Dolori alla pianta del piede: trattamento

Il trattamento del dolore alla pianta del piede dipende dalla causa sottostante. 

Se il dolore è dovuto a infortuni o a condizioni muscolo-scheletriche o nervose legate al sovraccarico o all’uso eccessivo, spesso il primo approccio è di tipo conservativo e può comprendere:

  • riposo, evitando per alcuni giorni quelle attività che possono peggiorare la sintomatologia dolorosa; a volte (per esempio in presenza di lesioni di Lisfranc) può anche essere necessario immobilizzare il piede con gessi o tutori specifici e tenerlo sollevato per un breve periodo;
  • impacchi di ghiaccio sulla parte dolente (ma non direttamente sulla pelle) per 15-20 minuti, più volte al giorno, per alleviare il dolore e l’eventuale gonfiore;
  • farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) da banco (che non richiedono quindi la prescrizione del medico), da assumere sia per bocca sia localmente (sotto forma di gel, creme, cerotti medicati ecc.), per alleviare il dolore. 

Generalmente possono essere prescritti anche cuscinetti e solette da inserire nelle scarpe, per evitare sfregamenti e irritazioni, e/o plantari, anche personalizzati, che fungano da sostegno e supporto o per migliorare la meccanica e l’ammortizzazione del piede o, ancora, calzature ortopediche. 

Possono essere inoltre consigliati sedute di fisioterapia ed esercizi mirati (per esempio, in caso di fascite plantare sono spesso consigliati esercizi di stretching, oltre a stecche notturne per mantenere in allungamento la fascia durante il sonno).
Nei casi in cui i trattamenti conservativi non siano efficaci bisogna affidarsi al giudizio del medico.

Per quanto riguarda le vesciche, nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente in pochi giorni senza bisogno di particolari cure mediche. Per calli e duroni, invece, può essere necessario ricorrere al podologo per la loro rimozione con una curette (una sorta di cucchiaio tagliente) o con cerotti specifici disponibili anche in farmacia. Anche le verruche plantari possono essere rimosse in vario modo, per esempio applicando prodotti topici specifici o ricorrendo alla crioterapia.

La cura principale del piede diabetico consiste nel tener sotto controllo il diabete con la terapia specifica e nel sottoporre eventuali complicanze, come ulcere e lesioni, all’attenzione medica, evitando il fai-da-te anche in presenza di problematiche semplici come un callo o una piccola ferita. 

Come prevenire i dolori alla pianta del piede

La prevenzione dei dolori alla pianta del piede passa principalmente dalla modifica di alcune abitudini di vita. Ciò può includere:

  • fare attenzione alla misura delle scarpe e alle loro caratteristiche, optando per calzature comode, che forniscano supporto e ammortizzazione all’arco plantare e un adeguato spazio intorno alla pianta del piede e alle dita, per evitare compressioni, irritazioni, sfregamenti e deformità; in genere sono sconsigliate scarpe dalla punta stretta e tacchi alti;
  • indossare calzature adatte all’attività che si deve svolgere, in particolare nell’ambito della pratica sportiva;
  • indossare scarpe ortopediche e/o ortesi personalizzate anche a scopo preventivo, in presenza di alcune anomalie strutturali del piede;
  • mantenere un buon peso forma, in quanto sovrappeso e obesità sovraccaricano le piante dei piedi; 
  • se si soffre di diabete, seguire correttamente la terapia prescritta e avere particolare cura dei piedi, evitando di camminare scalzi, ispezionandoli regolarmente e sottoponendo subito all’attenzione medica qualsiasi anomalia anche apparentemente banale;
  • evitare di camminare a piedi nudi su terreni accidentati e in ambienti umidi, come spogliatoi e piscine, per ridurre il rischio di ferite alla pianta del piede o di contrarre il virus responsabile delle verruche;
  • migliorare la meccanica plantare imparando ed eseguendo regolarmente esercizi per rafforzare i piedi, da abbinare a stretching della fascia plantare ed esercizi di allungamento del tendine d’Achille.

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