Dolore al piede

2019-05-22T15:27:11
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Alluce valgo e tallonite: cause, rimedi ed esercizi - Brexidol
Scopri il rimedio control il dolore al piede

Il piede è una struttura anatomica fondamentale per la deambulazione e per la postura in posizione eretta. Qualunque disturbo o problema in questo distretto rischia di essere molto fastidioso e invalidante, impedendo a chi ne è soggetto di svolgere le normali attività che fanno parte della vita quotidiana.

Data la sua complessa struttura anatomica, che include 26 ossa e tessuti di vario genere, le cause del dolore al piede possono essere molteplici, e richiedere pertanto trattamenti e cure molto diversi.

Per identificare quali rimedi del dolore al piede possano essere più efficaci, la prima cosa da fare è valutare in quale parte si manifesta il sintomo. Artrite, artrosi, tendinite, alluce valgo, borsite, fascite plantare, spina calcaneare, tallonite sono i disturbi più frequenti che includono il dolore al piede come sintomo, ma la lista completa delle possibili cause è molto lunga, e comprende problematiche muscolo-scheletriche, metaboliche, vascolari, neurologiche, oltre naturalmente ai traumi, non infrequenti soprattutto tra chi pratica attività sportive che sollecitano in maniera costante il piede, la caviglia e le loro articolazioni.

Infine, in presenza di una caviglia dolorante di solito si appoggia male il piede. E anche questa può essere una causa del dolore al piede. Per tornare alla postura corretta è quindi importante scoprire le cause del dolore alla caviglia, che possono essere molte e diverse.

Naturalmente, i rimedi del dolore alla caviglia dipendono dalla diagnosi.

L’alluce valgo

Un disturbo frequente che può essere causa di dolore al piede e che riguarda in prevalenza le donne rispetto agli uomini è l'alluce valgo, ovvero la deformazione del dito alluce che assume una posizione piegata verso le altre dita del piede, causata dalla sporgenza verso l'esterno della testa del primo metatarso.

Le cause dell'alluce valgo sono la lassità, spesso ereditaria, dei tessuti (muscoli e legamenti) dell'alluce e della volta plantare, e la conseguente sporgenza del primo osso metatarsale. L'alluce valgo infiammato può causare sintomi di dolore e fastidio; può inoltre portare a problemi di postura causando mal di schiena. Infine, il dolore può aggravarsi a causa dello sfregamento tra la sporgenza (comunemente detta "cipolla") e le scarpe.

Alluce valgo: i rimedi

I rimedi dell'alluce valgo si dividono in due categorie:
1)    i rimedi conservativi, utili soprattutto come prevenzione. Servono a non far peggiorare la situazione e a non accentuare i sintomi;
2)    trattamenti chirurgici, attraverso i quali si interviene direttamente sull'osso per riportarlo alla posizione corretta. Questa è l'unica vera cura per l'alluce valgo in casi di dolore acuto e continuo.

Tra i rimedi conservativi, i più comuni sono:

  • l'uso di calzature che non comprimano il piede;
  • l'applicazione di ghiaccio e pomate antinfiammatorie per tenere sotto controllo l'infiammazione e, di conseguenza, il dolore;
  • l'assunzione di antidolorifici e antinfiammatori per via orale;
  • l'utilizzo di plantari, bendaggi e cuscinetti divaricatori.

Esercizi per l’alluce valgo

Tra gli esercizi consigliati come prevenzione dell'insorgenza dell'alluce valgo vi è l'utilizzo di una pallina morbida di piccole dimensioni, simili a quelle di una pallina da golf, da far scorrere sotto il piede, stando seduti o in posizione eretta, dalla punta delle dita fino al tallone, in modo da migliorare la percezione della posizione e della postura del piede e migliorarne la sensibilità.

Altri movimenti benefici per la prevenzione sono la dorsiflessione e la rotazione dell'alluce, da eseguirsi sempre in modo dolce e delicato, senza "tirare" troppo e senza causare sintomi dolorosi.

La tallonite

Uno dei disturbi più frequenti e fastidiosi che possono colpire il piede è la tallonite ovvero una infiammazione della parte posteriore del piede.

È bene precisare che "tallonite" è un termine generico, di uso comune, che nel linguaggio medico viene sostituito da denominazioni più precise e specifiche: i medici parlano infatti di fascite plantare, di tallonidia, di spina calcaneare, a seconda della parte colpita.

In generale, i sintomi della tallonite sono innanzitutto il dolore che può essere anche molto intenso e i problemi posturali e di deambulazione che ne derivano.

Come cause della tallonite si possono individuare problemi di natura molto diversa: da scarpe non adatte che costringono il piede in una posizione innaturale e dannosa (per esempio i tacchi troppo alti), ai microtraumi conseguenza di attività sportive quali la corsa, il calcio o il basket, a conformazioni congenite come il piede piatto, al sovrappeso, fino a includere disturbi reumatici come la spondilite anchilosante o metabolici come la gotta.

Tallonite: i rimedi

Una volta individuata la causa specifica della tallonite, grazie a una serie di accertamenti diagnostici prescritti dal medico specialista, il primo rimedio è di solito il riposo per almeno due settimane.

Nel caso il dolore persista, può essere necessario intervenire con trattamenti quali infiltrazioni, ultrasuoni, o massaggi. La tallonite può essere trattata anche con l'assunzione di un farmaco antinfiammatorio sistemico o locale.

Esercizi per la tallonite

Attività di stretching dolce dei muscoli del polpaccio possono essere benefici, in particolare nel periodo di ripresa dell'attività fisica dopo il riposo forzato. Tale stretching può essere svolto in diversi modi, tutti finalizzati a mobilizzare la zona del tallone e le fasce muscolari connesse:

  • da sdraiati a pancia in su, tenere la gamba stesa e leggermente sollevata. Con l'aiuto di un asciugamano arrotolato, tirare dolcemente la punta del piede verso sé, in modo da allungare i muscoli del polpaccio;
  • in posizione eretta davanti a un muro, con la pianta dei piedi ben appoggiata, portare in maniera alternata una gamba davanti all'altra come per fare un passo lungo, e inchinandosi in maniera dolce e progressiva appoggiandosi alla parete, in modo da far stendere le fasce muscolari del polpaccio.

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