Gomito del tennista: come curare l’epicondilite

Gomito del tennista - Brexidol

A cura della Redazione Brexidol

Scopri il rimedio contro il gomito del tennista

Nonostante il nome, questo disturbo non colpisce solo i giocatori di tennis. Scopriamo insieme sintomi e cause di questa tendinopatia e, soprattutto, come affrontarla.

Non serve necessariamente essere un giocatore di tennis professionista o amatoriale per soffrire del cosiddetto “gomito del tennista”. Con questo termine, infatti, si identifica l’epicondilite laterale, una condizione dolorosa che colpisce i tendini del gomito in seguito a una loro sollecitazione eccessiva. Si può facilmente intuire, quindi, che l’uso della racchetta da tennis non rappresenta l’unico fattore scatenante possibile: è anzi una patologia piuttosto comune, soprattutto nei soggetti di mezza età, senza particolari distinzioni di genere. Le opzioni di trattamento non mancano: ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Gomito del tennista

Gomito del tennista: che cos’è

Gomito del tennista - cos'è

Il gomito del tennista è una tendinopatia a carico dei tendini che si uniscono ai muscoli dell'avambraccio nella parte esterna del gomito. Per essere più chiari, facciamo una breve panoramica dell’anatomia della zona interessata.

L’articolazione del gomito è composta da tre ossa: l’omero (l’osso della parte superiore del braccio), il radio e l’ulna (le due ossa dell’avambraccio). Per la precisione si tratta di tre diverse articolazioni (l’omero-radiale, l’omero-ulnare e la radio-ulnare) comprese in una sola capsula articolare. Legamenti, muscoli e tendini contribuiscono a tenere unita l'articolazione del gomito.

Sulla parte inferiore dell’omero sono presenti delle piccole sporgenze ossee chiamate epicondili: una laterale e una mediale (chiamata anche epitroclea). È su queste sporgenze che si inseriscono i tendini epicondiloidei che collegano alle ossa parte della muscolatura dell’avambraccio.
Nel caso specifico del gomito del tennista, i tendini coinvolti sono quelli dei muscoli epicondiloidei, che permettono i movimenti di estensione delle dita e del polso.
Quando, invece, è interessato il tendine che si inserisce sul lato interno del gomito, si parla di epicondilite mediale oppure epitrocleite, nota anche come gomito del golfista.

Come già anticipato, il gomito del tennista è una tendinopatia. Classicamente è identificata come un’infiammazione dei tendini, ma l’infiammazione è presente solo nelle primissime fasi della malattia ed è lieve, per cui oggi si preferisce classificarla come una tendinosi, cioè un processo di degenerazione tendinea (con, per esempio, ispessimento o assottigliamento dei tessuti tendinei e formazione di calcificazioni).

Le cause del gomito del tennista

L’epicondilite laterale è generalmente conseguenza di un sovraccarico funzionale: movimenti ripetitivi dei muscoli estensori, tanto più se scorretti, possono sottoporre i tendini a sollecitazioni frequenti, determinando microtraumi che indeboliscono e/o danneggiano alcune fibre tendinee.

Può succedere in chi pratica sport che richiedono movimenti ripetuti del polso e del braccio: il tennis, appunto, ma anche lo squash o il badminton, per esempio. Nell’attività sportiva, inoltre, l’epicondilite è spesso conseguenza dell’uso di attrezzature inadeguate o della pratica con tecniche scorrette.

Gomito del tennista - cause
Gomito del tennista - cause

Il problema, però, non si limita all’attività sportiva: anche molte professioni richiedono movimenti ripetitivi di braccio e polso che possono determinare la comparsa di epicondilite laterale. Il gomito del tennista, per esempio, spesso colpisce i pittori, gli idraulici, i falegnami, i carpentieri, i macellai.

In generale, sono ritenuti fattori di rischio per lo sviluppo di epicondilite:

  • un movimento ripetuto per almeno due ore al giorno
  • la gestione (per esempio il sollevamento) di carichi pesanti (superiori a 20 kg)
  • l’età (la maggior parte delle persone che soffrono di gomito del tennista ha tra i 30 e i 50 anni)
  • il fumo
  • l'obesità.

Per quanto sia meno frequente, il gomito del tennista può derivare anche da un trauma diretto.

Gomito del tennista: i sintomi

Gomito del tennista - sintomi

Segni e sintomi più comuni dell’epicondilite laterale comprendono:

  • dolore localizzato sulla sporgenza laterale esterna del gomito, a volte associato a gonfiore
  • debolezza nella presa.

Il dolore del gomito tende a irradiarsi lungo l’avanbraccio, fino alla mano. Inizialmente è lieve e intermittente, può comparire solo con attività intense e scomparire a riposo, ma può peggiorare nel corso del tempo, prima manifestandosi anche con attività non troppo intense, fino a diventare, a volte, anche continuo (in alcuni casi può interferire con il riposo notturno). In genere è interessato un solo braccio (quello dominante), più raramente entrambi gli arti superiori.

I dolori, inoltre, tendono ad aggravarsi in seguito per esempio alla flessione delle braccia, al sollevamento di un carico, a movimenti del polso come quelli fatti per girare una chiave nella serratura o stringere una mano.

Tipicamente la sintomatologia può protrarsi per un periodo che va da 6 a 24 mesi, ma gran parte dei soggetti colpiti (circa 9 su 10) ha un recupero completo entro un anno.

Gomito del tennista: la diagnosi

Alla comparsa dei sintomi è opportuno sottoporsi a una visita medica (si può fare riferimento al proprio medico curante o a uno specialista in ortopedia e traumatologia) per arrivare a una diagnosi del disturbo, escludendo eventuali altre problematiche, e procedere così alla terapia più adatta.

La diagnosi di questa tendinopatia è principalmente clinica, cioè può essere sufficiente l’anamnesi, vale a dire la raccolta delle informazioni sulla salute del soggetto, la storia medica e le sue abitudini (anche il tipo di attività svolta per esempio), seguita da un accurato esame fisico.
A questo scopo, oppure se i primi approcci terapeutici non risultano efficaci, possono eventualmente essere richiesti ulteriori accertamenti:

Terapia dell’epicondilite laterale
La terapia contro il gomito del tennista prevede innanzitutto una serie di trattamenti e strategie di tipo conservativo.

In fase acuta, per alleviare il dolore a breve termine, possono essere consigliati:

  • riposo, ovvero la sospensione di quei movimenti muscolari che determinano la comparsa di dolori
  • l’eventuale uso, per un sollievo a breve termine, di farmaci antinfiammatori non steroidei, da applicare localmente (per esempio gel o pomate) o da assumere per bocca
  • impacchi di ghiaccio.
Gomito del tennista - diagnosi
Gomito del tennista - terapia

Riposo non significa però immobilità totale. Per il sollievo dal dolore del gomito a lungo termine e/o per il miglioramento funzionale della parte colpita, infatti, è in genere consigliata una fisioterapia specifica. Possono per esempio essere previsti, sotto la guida e il controllo del fisioterapista, esercizi stretching, cioè di allungamento dei muscoli epicondiloidei contratti, ed esercizi mirati al rafforzamento della muscolatura. Può essere contestualmente indossato uno specifico tutore per epicondilite.

Il fisioterapista può avvalersi anche della terapia manuale (ricorrendo a tecniche specifiche di massaggio, manipolazione e mobilizzazione) e della terapia fisica strumentale, cioè che sfrutta specifici macchinari, come, per esempio, la terapia a ultrasuoni e la terapia con onde d’urto.

Se nessuna delle soluzioni di tipo conservativo sin qui descritte si rivela efficace per la guarigione, può essere valutato il ricorso all’intervento chirurgico, che deve essere valutato caso per caso da uno specialista , per rimuovere il tessuto tendineo degenerato. All’operazione segue poi un periodo di riabilitazione, secondo un modello riabilitativo generalmente personalizzato.

Gomito del tennista: strategie di prevenzione

Chi pratica sport che prevedono movimenti ripetitivi del braccio, per prevenire il gomito del tennista dovrebbe imparare da subito l’esatta tecnica di esecuzione dell’attività prescelta (facendo eventualmente riferimento anche a istruttori professionisti) per evitare di compiere movimenti scorretti. È bene, inoltre, utilizzare attrezzature adeguate.

In generale poi, mai cominciare la pratica sportiva a freddo, ma prevedere una ginnastica di riscaldamento, con esercizi di stretching dedicati in particolare all’allungamento del gomito, o meglio, dei muscoli dell’avambraccio.

Gomito del tennista - prevenzione

Anche seguire un allenamento mirato al rinforzo dei muscoli dell’avambraccio, suggerito da un fisioterapista, può essere un aiuto in termini di prevenzione, anche per quanti, pur non praticando un’attività sportiva, svolgono mansioni che richiedono l’uso ripetuto del braccio e del polso e/o la gestione di carichi pesanti.

Secondo alcuni studi, infine, obesità e fumo sono due fattori di rischio per il gomito del tennista: per cercare di evitare il problema, oltre che per salvaguardare la salute di tutto l’organismo, può essere quindi consigliabile abbandonare le sigarette e cercare di mantenere un corretto peso forma.

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