Cervicale e sonnolenza

Cervicale e Sonnolenza: un problema diffuso | Brexidol

Il dolore cervicale è un problema diffuso, che può essere imputabile a molte cause ed è capace di interferire anche con la qualità del riposo notturno

Sentire qualcuno lamentarsi di “soffrire di cervicale” è abbastanza comune: la parte del corpo cui ci si riferisce, la parte posteriore del collo, e con essa il tratto cervicale della colonna vertebrale, è infatti particolarmente vulnerabile. Non dimentichiamo che è la parte della spina vertebrale dotata di maggiore mobilità, ma anche la meno protetta. Inoltre, è deputata a sostenere il peso, non certo trascurabile, del capo. Questo significa che è anche più esposta al rischio di problemi e lesioni di vario tipo che portano a dolore al collo, quello che in termini medici è detto cervicalgia, e a limitazioni del movimento.

Parliamo di un dolore che può essere acuto, e quindi risolversi nell’arco di giorni o settimane, ma che può anche diventare cronico. La sintomatologia, inoltre, non resta sempre circoscritta al collo: può coinvolgere la parte superiore della schiena, le spalle e, a volte, anche le braccia oppure determinare mal di testa (cefalea). 

A volte, poi, il dolore al collo può accompagnarsi a sonnolenza diurna, ovvero quella difficoltà a restare svegli e attenti durante il giorno, che finisce per interferire con le attività quotidiane, rendendo per esempio più difficile lavorare con un buon rendimento.

I disturbi della cervicale

Il collo ospita il primo tratto della colonna vertebrale, costituito da sette vertebre cervicali, che iniziano alla base del cranio e che, forniscono, insieme a legamenti e muscoli, stabilità e sostegno; i muscoli poi, insieme alle articolazioni intervertebrali, consentono il movimento. Tra le vertebre si trovano inoltre i dischi: possiamo considerarli una sorta di cuscinetti, costituiti da un nucleo polposo e gelatinoso circondato da un anello fibroso, che fungono da ammortizzatori. Attraverso specifiche aperture nelle vertebre, inoltre, si diramano dal midollo spinale le radici dei nervi spinali cervicali, che trasportano informazioni tra cervello e muscoli.

Tutte queste strutture anatomiche possono essere interessate da alterazioni e patologie. Le problematiche più frequenti comprendono:

  • contratture e stiramenti muscolari, frutto molto spesso di una postura scorretta mantenuta troppo a lungo (succede per esempio se si trascorrono molte ore al giorno curvi sullo smartphone o davanti allo schermo del computer); anche la posizione in cui si dorme può contribuire a determinare tensioni ai muscoli cervicali, così come lo stress emotivo e l’ansia, soprattutto se protratti nel tempo, contribuiscono a innescare tensioni muscolari e possono scatenare o peggiorare una contrattura;
  • lesioni conseguenti a traumi, come per esempio il classico colpo di frusta, un forte e brusco movimento in avanti e indietro del rachide cervicale, comune in caso di tamponamenti automobilistici, ma che può verificarsi anche nell’ambito di incidenti sportivi (soprattutto negli sport di contatto); questo movimento può danneggiare praticamente tutti i tessuti del collo, dalle vertebre ai tessuti molli;
  • ernie del disco, ovvero la fuoriuscita del nucleo di un disco dall’anello fibroso che lo circonda, in seguito alla lacerazione di quest’ultimo. Può comportare anche la compressione della radice di un nervo che si dirama dal midollo spinale, determinando, oltre a cervicalgia, anche sintomi come formicolii e debolezza degli arti superiori;
  • condizioni degenerative come l’artrosi cervicale; soprattutto con l’età, le cartilagini articolari si deteriorano e si possono formare speroni ossei che influenzano la mobilità articolare e causano dolore.

Come abbiamo già avuto modo di anticipare, la sintomatologia principale comprende:

  • dolore al collo, che può coinvolgere la parte alta della schiena, le spalle e le braccia e peggiorare con alcune posture o alcuni movimenti;
  • rigidità;
  • mal di testa;
  • ridotta mobilità del collo.

In presenza di una compressione delle strutture nervose, possono comparire anche sintomi neurologici, come formicolii, intorpidimento, debolezza agli arti superiori, vertigini, ronzii alle orecchie, come pure nausea e vomito.

Cervicale e sonnolenza: come sono legate

Il dolore al collo, soprattutto quando è cronico, può portare con sé sonnolenza diurna, senso di pesantezza agli occhi, difficoltà a stare svegli e attenti durante le attività quotidiane. Secondo uno studio, lamenta eccessiva sonnolenza quasi una persona su quattro che soffre di cefalea cronica secondaria, tra cui rientra anche il mal di testa cervicogenico o da cervicale, così chiamato perché derivante da disturbi al rachide cervicale.

Il primo collegamento tra problemi alla cervicale e sonnolenza è piuttosto intuitivo: il dolore al collo, tanto più se cronico, può portare a disturbi del sonno e, se durante notte non si dorme a sufficienza, è normale poi durante la giornata avvertire quella sensazione di torpore psicofisico che si accompagna al desiderio di dormire. Anche per questo il dolore al collo può limitare pesantemente la vita quotidiana e le attività lavorative e sociali. Come emerge da alcuni studi, un sonno disturbato, oltre a rappresentare una conseguenza del dolore, soprattutto cronico, può, a sua volta, rappresentare uno dei fattori in grado di contribuire alla sintomatologia dolorosa. È quindi facile comprendere come possa svilupparsi un vero e proprio circolo vizioso.

Un buon sonno, infatti, permette al corpo di recuperare le proprie funzioni e rigenerarsi da un punto di vista psicofisico; inoltre, è generalmente associato a miglioramenti nel dolore cronico e acuto. Un sonno disturbato potrebbe quindi interrompere questi processi, in particolare nel caso del dolore muscolo scheletrico, compreso quello al collo e alle spalle. Uno studio ha infatti evidenziato che i soggetti con disturbi del sonno da moderati a gravi avevano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare dolore muscoloscheletrico cronico dopo un anno rispetto a quanti non avevano riportato disturbi del sonno (o ne avevano riferiti pochi).

Un aspetto che è correlato alla qualità del sonno è poi la posizione che si assume quando si dorme che, a sua volta, è correlata anche ai disturbi della cervicale. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, infatti, una cattiva postura cervicale durante notte può essere all’origine di tensioni, produrre dolore cervicale e rigidità, con conseguente scarsa qualità del sonno, che a sua volta può tradursi in sonnolenza diurna.  Infine, va anche ricordato che la sonnolenza può essere l’effetto collaterale di trattamenti contro disturbi cervicali: può succedere, per esempio, con l’assunzione di farmaci miorilassanti, che possono essere prescritti per alleviare il dolore.

Stile di vita e alimentazione

La cervicalgia in molti casi si risolve nell’arco di poche settimane, migliorando gradualmente grazie a trattamenti come l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), per bocca o a livello topico con creme, gel o cerotti medicati, o mediante impacchi locali di calore (per esempio con una borsa dell’acqua calda).

Se però il dolore e la rigidità non migliorano nell’arco di un paio di settimane o comunque se i sintomi sono gravi, se si irradiano agli arti superiori o se si associano a cefalea, intorpidimento, debolezza o formicolio meglio rivolgersi al medico curante per un controllo.
Se, invece, il dolore cervicale grave si manifesta subito dopo un incidente o un infortunio è opportuno richiedere immediata assistenza medica.

Il medico oltre all’anamnesi, ovvero la raccolta delle informazioni sulla storia clinica del paziente, sul suo stile di vita e su quando e come si sono manifestati i sintomi, potrà procedere a un esame obiettivo. Potrà per esempio toccare e muovere la testa, il collo e le braccia, osservare se la pressione in determinati punti determina dolore, chiedere di svolgere alcune azioni per valutare mobilità del collo e grado di dolore. Se lo ritiene necessario potrà richiedere ulteriori esami, così come consigliare visite con specialisti (ad esempio uno ortopedico o un fisiatra, cioè lo specialista in medicina fisica e riabilitativa).

Sulla base della diagnosi il medico proporrà la cura più adeguata, che può comprendere:

  • farmaci antidolorifici;
  • farmaci miorilassanti, ovvero rilassanti muscolari (soprattutto se gli antidolorifici non hanno sortito effetto);
  • fisioterapia, che può prevedere tecniche manuali (manipolazioni e mobilizzazioni), oppure una terapia di tipo strumentale; in altri casi il fisioterapista può insegnare esercizi specifici di riabilitazione, per sciogliere e rinforzare la muscolatura della zona cervicale, nonché proporre, se necessario, una ginnastica posturale;
  • iniezioni di corticosteroidi;
  • chirurgia, riservata a casi specifici.

Anche modifiche dello stile di vita possono essere terapeutiche, oltre che rappresentare un utile strumento di prevenzione. Per esempio, può essere utile per la muscolatura del collo praticare regolarmente un’attività fisica che coinvolga gli arti superiori. Particolare attenzione va poi riservata alla postura che si assume tutti i giorni, evitando di stare a lungo con il collo in una posizione innaturale (per esempio quando si mantiene per troppo tempo la testa voltata lateralmente o la si inclina verso le spalle per trattenere il cellulare o, ancora, quando si piega la testa in basso per guardare un tablet).

Come abbiamo già sottolineato, anche una corretta postura durante il sonno è importante per prevenire e alleviare il dolore muscolo-scheletrico cervicale: a questo scopo, è utile l’uso di un cuscino appropriato, che deve riempire correttamente gli spazi tra collo e materasso, senza risultare troppo alto da spingere la testa in avanti o di lato né troppo basso, tanto da farla ricadere all’indietro o di fianco. Meglio, inoltre, evitare di dormire a pancia in giù, perché costringe il collo a essere girato di lato. Può essere consigliabile anche sottoporsi a massaggi e altre tecniche di rilassamento per allontanare stress e ansia e ridurre le tensioni muscolari da essi derivanti. Per quanto riguarda l’alimentazione, ci sono alcune prove che una dieta a base vegetale potrebbe avere effetti antidolorifici sul dolore muscolo-scheletrico cronico, probabilmente grazie a un'azione antinfiammatoria, ma sono necessari ulteriori studi al riguardo.

In generale, comunque, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, come la dieta mediterranea (caratterizzata da abbondanza di cibi di origine vegetale, come cereali, meglio se integrali, legumi, frutta e verdura, moderato consumo di alimenti di origine animale quali pesce, carne bianca, latticini e uova, limitate quantità di carni rosse e olio extravergine di oliva come condimento) può contribuire alla salute e al benessere di tutto l’organismo, cervicale compresa.

Esercizi utili

È possibile svolgere a casa alcuni esercizi utili per il collo, anche a scopo preventivo, in linea con i consigli del medico o del fisioterapista.
Ecco, a titolo esemplificativo, due esercizi che aiutano a sciogliere la muscolatura e migliorarne mobilità e flessibilità:

  • per sciogliere le tensioni muscolari cervicali, sedersi in posizione eretta, guardando dritto davanti a sé e tenendo la spalla sinistra abbassata con la mano destra. Inclinare lentamente la testa verso destra, sempre tenendo la spalla abbassata, mantenendo l’allungamento per 5 secondi, quindi ripetere dall’altro lato. Fare tre ripetizioni per lato.
  • per migliorare la mobilità e la flessibilità del collo, sedersi in posizione eretta, con le spalle abbassate, guardando in avanti. Girare lentamente la testa verso la spalla sinistra per quanto possibile comodamente, quindi mantenere la posizione per 5 secondi per poi tornare a quella di partenza. Ripetere verso destra e fare tre rotazioni per ciascun lato.

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