Dolori intercostali: cause, sintomi e come farli passare

Dolori intercostali: cause, sintomi e come farli passare | Brexidol

Per riconoscere un dolore intercostale è fondamentale ascoltare attentamente il proprio corpo, concentrarsi sulle caratteristiche del dolore e prendere nota di altri eventuali sintomi per descrivere al meglio la problematica al proprio dottore e aiutarlo, così, ad arrivare alla diagnosi corretta. 

Quando ci si trova alle prese con un dolore al torace, capita spesso di liquidare il fastidio pensando a un semplice dolore intercostale, come se questa autodiagnosi non richiedesse nessun approfondimento delle cause di quella sensazione, a volte acuta, di breve durata, altre volte più duratura, che colpisce proprio nell'area in cui le costole delimitano la gabbia toracica.
In realtà capire cosa si nasconde dietro ai dolori intercostali può essere fondamentale per poterli affrontare in modo corretto. Non solo, assicurarsi che si tratti realmente di dolori intercostali e non di un “dolore riferito”, cioè proveniente da un'altra parte del corpo, è importante per escludere cause potenzialmente pericolose per la salute.

Cosa sono i dolori intercostali e come riconoscerli

La prima caratteristica per riconoscere un dolore intercostale è la zona del corpo in cui compare il dolore. Come dice il suo stesso nome, quello “intercostale” è localizzato nello spazio tra una costola e l'altra. Il secondo aspetto cui fare attenzione è la presenza di altri disturbi che potrebbero far sospettare che il dolore sia il sintomo di un problema cardiaco. Per esempio se il dolore toracico è associato a sudorazione aumentata è bene recarsi al pronto soccorso o chiamare un'ambulanza.

Altre volte il dolore a livello dello sterno può essere dovuto a problemi agli organi digestivi, in particolare al reflusso gastroesofageo. In questo caso la sensazione è simile a un forte bruciore in un punto sopra allo stomaco, che può aumentare in posizione supina o in seguito a un'alimentazione ricca di alcuni cibi o bevande.
Come i problemi cardiovascolari, anche il reflusso gastroesofageo richiede un approccio adeguato. Meglio quindi evitare autodiagnosi, affidandosi anche in questo caso ai consigli del proprio medico di medicina generale o dello specialista, che darà indicazioni sulla necessità di seguire una cura farmacologica e sulla dieta da seguire.

Possibili cause dei dolori intercostali

Una volta esclusa la presenza di patologie cardiovascolari o gastrointestinali, la causa dei dolori intercostali può essere cercata in problemi di natura muscoloscheletrica
In effetti, i problemi che riguardano ossa o cartilagini e i dolori muscolari sono le principali cause dei fastidi intercostali. Il che non dovrebbe sorprendere: la parete del torace è formata da numerose strutture ossee e muscolari, e per danneggiarle basta davvero poco. A volte è sufficiente una forte tosse, un movimento ripetitivo, una torsione eccessiva o un colpo ben assestato per danneggiare ossa, muscolatura o cartilagini far comparire il dolore.

Proprio perché le strutture che possono essere coinvolte sono numerose, risalire alla causa esatta di un dolore intercostale non è sempre semplice.
Il compito è facilitato quando il fastidio compare dopo eventi traumatici. In questi casi il problema potrebbe essere dovuto alla frattura di una costola, oppure a una contusione o a uno strappo in un muscolo pettorale o intercostale.

Negli altri casi, la causa più comune di questo tipo di dolore intercostale è la costocondrite, cioè l'infiammazione della cartilagine localizzata fra le costole e lo sterno.
A sua volta, la costocondrite può essere scatenata da:

  • uno stiramento dovuto a una tosse molto forte o a uno sforzo fisico ripetitivo o inconsueto (anche tra le mura di casa, per esempio spostando un carico dal peso eccessivo)
  • un trauma toracico
  • infezioni (sia di origine respiratoria sia associate a ferite).

Altre cause frequenti di dolore intercostale sono:

  • lo scivolamento della cartilagine delle costole inferiori;
  • problemi a livello della porzione toracica della colonna vertebrale o delle articolazioni tra costole e vertebre;
  • problemi a livello dello sterno.

Meno spesso, i dolori intercostali possono dipendere da fratture da stress o da sublussazioni dell'articolazione sterno-clavicolare, possono provenire dallo xifoide (la parte terminale dello sterno) o essere un sintomo della sindrome di Tietze (una condizione che, come la costocondrite, comporta l'infiammazione della cartilagine costocondrale).
Non mancano nemmeno i casi in cui i dolori intercostali sono associati a malattie reumatiche. Fra le più frequenti a scatenare questo sintomo sono incluse la fibromialgia, l'artrite reumatoide, le spondiloartriti assiali (inclusa la spondilite anchilosante), l'artrite psoriasica e, meno spesso, l'iperostosi sterno-clavicolare, il lupus sistemico eritematoso, l'artrite settica e la policondrite recidivante.

Va poi notato che, oltre che di muscoli e ossa, il torace è ricco anche di nervi e che i dolori possono dipendere da una “nevralgia intercostale”. In genere si tratta di un fastidio acuto e lancinante, simile a bruciore o a una coltellata, che può irradiarsi a tutto il torace. La nevralgia intercostale può essere costante o intermittente. Il dolore può durare a lungo, anche diversi giorni dopo la scomparsa della sua causa, e a volte è associato a intorpidimento o formicolio. 
Nei casi più gravi, possono comparire difficoltà di movimento. Le cause principali di questo tipo di dolore intercostale sono il danneggiamento chirurgico dei tessuti e dei nervi del torace e l'infezione da virus herpes zoster (in questo secondo caso si parla di nevralgia post-erpetica); inoltre, può verificarsi anche nelle donne in gravidanza in seguito all’aumento del volume dell’utero.

Altre possibili cause della nevralgia intercostale sono traumi, la compressione di un nervo, la presenza di asciti (accumuli di liquidi nella cavità addominale), l'obesità, una tosse continua o ricorrente, infiammazioni (inclusa la pleurite, cioè l'infiammazione della pleura che rivestendo la cavità toracica svolge l'importante funzione di consentire ai polmoni di dilatarsi) o altre infezioni oltre a quella da herpes zoster. 

Le diagnosi da fare

Alla comparsa di un dolore intercostale, soprattutto se lieve, non è necessario farsi prendere dall'ansia e pensare di soffrire di una patologia grave. Tuttavia, è fondamentale evitare il rischio di non riconoscere cause che richiedono una particolare attenzione medica.
In base alla sintomatologia descritta, il medico stabilirà se sono necessari approfondimenti diagnostici o se è sufficiente una valutazione ambulatoriale per decidere come affrontare la situazione.

Sia le possibili cause muscoloscheletriche sia quelle a carico del sistema nervoso possono essere indagate attraverso un attento esame fisico. Il medico analizzerà i punti sensibili alla palpazione e valuterà se il dolore viene scatenato o acuito da movimenti attivi o passivi (estensione, flessione, flessione laterale e rotazione).

Altri dettagli che aiutano il medico a formulare una diagnosi corretta includono la storia medica del paziente (per esempio, aver sofferto già in passato di nevralgia post-erpetica), la presenza di cicatrici, gonfiori, irrigidimenti o indolenzimenti, la modalità di comparsa del dolore, la sua localizzazione, il coinvolgimento di altre parti del corpo oltre al torace, i fattori che lo fanno aumentare o diminuire (per esempio respirare, tossire o starnutire, assumere una data postura o svolgere attività o sport specifici) e, nel caso delle cause di natura reumatica, l'aspetto della pelle e quello degli occhi.

Per esempio, un dolore che tormenta durante la notte è più facilmente associato a fratture o infezioni, mentre l’associazione con un mal di schiena di tipo lombare può portare a sospettare un problema alle articolazioni della colonna vertebrale. 

Trattamenti per i dolori intercostali

Il trattamento più adatto dipende dalla causa dei dolori intercostali. In alcuni casi (come quello delle malattie reumatiche, delle fratture osteoporotiche o della tosse cronica) sono richieste terapie specifiche, mentre in altri è necessario adottare accorgimenti più generali, come il riposo, magari abbinati a trattamenti che favoriscono la salute e il benessere riducendo il dolore.

Evitare le attività che scatenato il problema è la prima raccomandazione da mettere in pratica e, in genere, è sufficiente per far fronte sia alla costocondrite, sia ai traumi muscolari.
Esercizi di stretching e impacchi caldi (in caso di spasmi muscolari) o freddi (in caso di gonfiore) possono aiutare a migliorare la situazione. È anche possibile tentare la strada dei trattamenti fisioterapici o delle manipolazioni della colonna vertebrale, ma l'efficacia di questi approcci è variabile da caso a caso.

Per quanto riguarda le cure farmacologiche, tra i principi attivi potenzialmente utili sono inclusi gli analgesici (come il paracetamolo), i comuni farmaci antinfiammatori non steroidei (da assumere per via orale o da applicare a livello locale, sotto forma di gel, pomate, cerotti medicati ecc.), la capsaicina e la lidocaina ad uso topico, sono poi disponibili altri trattamenti che vanno attentamente valutati caso per caso da parte del medico.
In caso di condizioni che scatenano dolori più forti, come fratture o contusioni delle costole, l'uso di analgesici è pressoché obbligato. Ad esso è in genere associata la raccomandazione di respirare profondamente per evitare collassi localizzati dei polmoni.

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