Dolori intercostali: cause, sintomi e come farli passare

Dolori intercostali: cause, sintomi e come farli passare | Brexidol

A cura della Redazione Brexidol

Per riconoscere un dolore intercostale è fondamentale ascoltare attentamente il proprio corpo, concentrarsi sulle caratteristiche del dolore e prendere nota di altri eventuali sintomi per descrivere al meglio la problematica al proprio dottore e aiutarlo, così, ad arrivare alla diagnosi corretta. 

Quando ci si trova alle prese con un dolore al torace, capita spesso di liquidare il fastidio pensando a un semplice dolore intercostale, come se questa autodiagnosi non richiedesse nessun approfondimento delle cause di quella sensazione, a volte acuta, di breve durata, altre volte più duratura, che colpisce proprio nell'area in cui le costole delimitano la gabbia toracica.
In realtà capire cosa si nasconde dietro ai dolori intercostali può essere fondamentale per poterli affrontare in modo corretto. Non solo, assicurarsi che si tratti realmente di dolori intercostali e non di un “dolore riferito”, cioè proveniente da un'altra parte del corpo, è importante per escludere ulteriori cause potenzialmente pericolose per la propria salute.

Anatomia della gabbia toracica

La gabbia toracica (anche chiamata cassa toracica) è una struttura scheletrica, tipica dei vertebrati, che compone il torace. Tra le sue principali funzioni c'è quella di proteggere due organi vitali per ogni essere vivente: il cuore e i polmoni.
Complessivamente, questa struttura è formata da 24 costole (12 paia), lo sterno e 12 vertebre toraciche; partendo dall'alto e scendendo verso le costole successive, la curvatura della gabbia toracica diventa più aperta.
Per quanto riguarda le costole, queste sono strisce strette e ricurve di osso e cartilagine; la loro principale funzione è proprio quella di proteggere gli organi interni e dare sostegno alla muscolatura del tronco. Negli esseri umani sono normalmente presenti 12 paia di costole, così distribuite:

  • le prime sette paia sono attaccate direttamente allo sterno tramite cartilagini flessibili, dette cartilagini costali e sono considerate vere e proprie costole;
  • l'ottava, la nona e la decima coppia non sono direttamente unite allo sterno, ma sono collegate alla settima costola tramite cartilagine; per questo motivo non sono considerate vere e proprie costole;
  • l'undicesima e la dodicesima, dette costole fluttuanti, sono grandi la metà delle altre e non raggiungono la parte anteriore del corpo.


Per quanto riguarda il movimento, la gabbia toracica è una struttura semirigida ma espandibile, in grado di aumentare le proprie dimensioni; in particolare, sono proprio le ultime cinque coppie di costole a consentire alla gabbia toracica di espandersi. Le piccole articolazioni presenti, infatti, consentono un movimento di scivolamento delle costole sulle vertebre durante la respirazione e altre attività del diaframma.

Cosa sono i dolori intercostali e come riconoscerli

La prima caratteristica per riconoscere un dolore intercostale è la zona del corpo in cui compare il dolore. Come dice il suo stesso nome, infatti, quello “intercostale” è localizzato nello spazio tra una costola e l'altra. Il secondo aspetto cui fare attenzione è la presenza di altri disturbi che potrebbero far sospettare che il dolore sia il sintomo di un problema cardiaco. Per esempio se il dolore toracico è associato a sudorazione aumentata è bene recarsi immediatamente al pronto soccorso o chiamare un'ambulanza.
Dopo una valutazione clinica da parte di un medico, se necessario potrà prescrivere esami diagnostici, come elettrocardiogramma, tac, e risonanza magnetica aiutano a escludere patologie cardiache o altre anomalie nella struttura.

Altre volte il dolore a livello dello sterno può essere, invece, dovuto a problemi agli organi digestivi, in particolare al reflusso gastroesofageo. In questo caso la sensazione è simile a un forte bruciore in un punto sopra allo stomaco, che può aumentare in posizione supina o in seguito a un'alimentazione ricca di alcuni cibi o bevande.
Come i problemi cardiovascolari, anche il reflusso gastroesofageo non va sottovalutato e richiede un approccio adeguato. Meglio quindi evitare autodiagnosi, affidandosi anche in questo caso ai consigli del proprio medico di medicina generale o dello specialista, che darà indicazioni sulla necessità di seguire una cura farmacologica e sulla dieta più appropriata da seguire: sottoporsi a una valutazione completa può, infatti, aiutare le persone che soffrono di questo genere di dolori a mettere a fuoco il problema e adottare la giusta strategia nel percorso di gestione ed eliminazione del dolore.

Possibili cause dei dolori intercostali

Una volta esclusa la presenza di patologie cardiovascolari o gastrointestinali, la causa dei dolori intercostali può essere cercata in problemi di natura muscoloscheletrica
In effetti, i problemi che riguardano ossa o cartilagini e i dolori muscolari sono le principali cause dei fastidi intercostali. Il che non dovrebbe sorprendere: la parete del torace è formata da numerose strutture ossee e muscolari, e per danneggiarle basta davvero poco. A volte è sufficiente una forte tosse, un movimento ripetitivo, una torsione eccessiva o un colpo ben assestato per danneggiare ossa, muscolatura o cartilagini intercostali e far comparire il dolore. Per escludere problematiche più serie, è comunque fondamentale ricorrere a una visita specialistica o al parere di specialisti.
Proprio perché le strutture che possono essere coinvolte sono numerose, risalire alla causa esatta di un dolore intercostale non è sempre semplice.
Il compito è facilitato quando il fastidio compare dopo eventi traumatici. In questi casi il problema potrebbe essere dovuto alla frattura di una costola, oppure a una contusione o a uno strappo in un muscolo pettorale o intercostale.

Negli altri casi, la causa più comune di questo tipo di dolore intercostale è la costocondrite, cioè l'infiammazione delle cartilagini costali o dell'area in cui le costole incontrano lo sterno, note come articolazioni sternali. Questa rappresenta una delle "cause benigne" di dolore toracico. A sua volta, la costocondrite può essere scatenata da:

  • uno stiramento dovuto a una tosse molto forte o a uno sforzo fisico ripetitivo o inconsueto (anche tra le mura di casa, per esempio spostando un carico dal peso eccessivo)
  • un trauma toracico
  • infezioni (sia di origine respiratoria sia associate a ferite).

Altre cause frequenti di dolore intercostale sono:

  • lo scivolamento della cartilagine delle costole inferiori;
  • problemi a livello della porzione toracica della colonna vertebrale o delle articolazioni tra costole e vertebre;
  • problemi a livello dello sterno.

Meno spesso, i dolori intercostali possono dipendere da fratture da stress o da sublussazioni dell'articolazione sterno-clavicolare, possono provenire dallo xifoide (la parte terminale dello sterno) o essere un sintomo della sindrome di Tietze (una condizione che, come la costocondrite, comporta l'infiammazione della cartilagine costocondrale).
Non mancano nemmeno i casi in cui i dolori intercostali sono associati a malattie reumatiche.

Va poi notato che, oltre che di muscoli e ossa, il torace è ricco anche di nervi e che i dolori possono, quindi, essere associati e dipendere da una “nevralgia intercostale”. In genere si tratta di un fastidio acuto e lancinante, simile a bruciore o a una coltellata, che può irradiarsi a tutto il torace. La nevralgia intercostale può essere costante o intermittente. Il dolore può durare a lungo, anche diversi giorni dopo la scomparsa della sua causa, e a volte è associato a intorpidimento o formicolio. 
I sintomi sono tipicamente di natura sensoriale, ma nei casi più gravi, può comparire persino difficoltà di movimento. Le cause principali di questo tipo di dolore intercostale sono:

  • il danneggiamento chirurgico dei tessuti e dei nervi del torace dovuto alla toractomia (sia nella fase acuta che in quella cronica, una condizione nota come "Sindrome Dolorosa Post-Toracotomia" (PTPS);
  • l'infezione da virus herpes zoster (in questo secondo caso si parla di nevralgia post-erpetica); inoltre, può verificarsi anche nelle donne in gravidanza in seguito all’aumento del volume dell’utero.

Altre possibili cause della nevralgia intercostale sono traumi, la compressione di un nervo, la presenza di asciti (accumuli di liquidi nella cavità addominale), l'obesità, una tosse continua o ricorrente, infiammazioni (inclusa la pleurite, cioè l'infiammazione della pleura che rivestendo la cavità toracica svolge l'importante funzione di consentire ai polmoni di dilatarsi) o altre infezioni oltre a quella da herpes zoster. 

Le diagnosi da fare

Alla comparsa di un dolore intercostale, soprattutto se lieve, non è necessario farsi prendere dall'ansia e pensare di soffrire di una patologia grave. Tuttavia, è fondamentale evitare il rischio di non riconoscere cause che richiedono una particolare attenzione medica.
In base alla sintomatologia descritta, il medico stabilirà se sono necessari approfondimenti diagnostici o se è sufficiente una semplice valutazione ambulatoriale per decidere come affrontare la situazione.

Sia le possibili cause muscoloscheletriche sia quelle a carico del sistema nervoso possono essere indagate attraverso un attento esame fisico. Il medico, quindi, analizzerà i punti sensibili alla palpazione e valuterà se il dolore viene scatenato o acuito da movimenti attivi o passivi (estensione, flessione, flessione laterale e rotazione del petto e del busto in generale) oppure dalla respirazione).

Altri dettagli che aiutano il medico a formulare una diagnosi corretta includono la storia medica del paziente (per esempio, aver sofferto già in passato di nevralgia post-erpetica, ovvero la complicazione cronica dell'herpes zoster, noto come "Fuoco di Sant'Antonio"), la presenza di cicatrici, gonfiori, irrigidimenti o indolenzimenti, la modalità di comparsa del dolore, la sua localizzazione, il coinvolgimento di altre parti del corpo oltre al torace, i fattori che lo fanno aumentare o diminuire (per esempio respirare, specie con un respiro profondo, tossire o starnutire, assumere una data postura o svolgere attività o sport specifici) e, nel caso delle cause di natura reumatica, l'aspetto della pelle e quello degli occhi.

Per esempio, un dolore che tormenta durante la notte è più facilmente associato a fratture o infezioni, mentre l’associazione con un mal di schiena di tipo lombare può portare a sospettare un problema alle articolazioni della colonna vertebrale.
Infine, nei casi in cui si ritiene necessaria una diagnosi differenziale, il medico potrà individuare per il paziente altri esami; tra questi:

  • l'ECG (ovvero l'elettrocardiogramma);
  • l'RX torace, (cioè la radiografia del torace).


I risultati di questa diagnostica per immagini consentiranno di escludere ulteriori patologie a carico dell'area, aiutando il medico a comprendere la reale causa del dolore.
In qualunque caso, è bene ricordare che per ottenere una diagnosi corretta, fondamentale per comprendere i motivi dell'insorgenza del dolore e i più adeguati metodi di trattamento, è necessario rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista ed evitare l'autodiagnosi.

Trattamenti per i dolori intercostali

Il trattamento più adatto dipende dalla causa specifica dei dolori intercostali. In alcuni casi (come quello delle malattie reumatiche, delle fratture osteoporotiche o della tosse cronica) sono richieste terapie specifiche, mentre in altri è necessario adottare accorgimenti più generali, come il riposo, magari abbinati a trattamenti che favoriscono la salute e il benessere del corpo riducendo il dolore.Evitare le attività che scatenato il problema è la prima raccomandazione da mettere in pratica e, in genere, è sufficiente per far fronte sia alla costocondrite, sia ai traumi muscolari.
Esercizi di stretching e impacchi caldi (in caso di spasmi muscolari) o freddi (in caso di gonfiore) possono aiutare a migliorare la situazione. È anche possibile tentare la strada dei trattamenti fisioterapici o delle manipolazioni della colonna vertebrale, ma l'efficacia di questi approcci è variabile da caso a caso. In generale, però, i pazienti spesso segnalano un miglioramento attraverso la fisioterapia, se il dolore è di natura muscolo-scheletrica.

Per quanto riguarda le cure farmacologiche, invece, tra i principi attivi potenzialmente utili sono inclusi gli analgesici (come il paracetamolo), i comuni FANS, ovvero farmaci antinfiammatori non steroidei (da assumere per via orale o da applicare a livello locale, sotto forma di gel, pomate, cerotti medicati ecc.), la capsaicina e la lidocaina ad uso topico, sono poi disponibili altri trattamenti che vanno attentamente valutati caso per caso da parte del medico o dello specialista consultato.
In caso di condizioni che scatenano dolori più forti, come fratture o contusioni delle costole, l'uso di analgesici è pressoché obbligato. Ad esso è in genere associata la raccomandazione di respirare profondamente per evitare collassi localizzati dei polmoni.
È bene ricordare, però, che qualsiasi trattamento deve essere intrapreso esclusivamente a seguito di un consulto con il proprio medico di fiducia o con uno specialista, in quanto solo un professionista è in grado di stabilire l'esatta causa del dolore e individuare il rimedio più adatto al singolo caso. Rimedi "fai-da-te", infatti, potrebbero portare a un peggioramento delle condizioni del paziente.

In sintesi

I dolori intercostali sono fastidi localizzati nella cassa toracica, specificatamente tra le costole, che sono talvolta confusi con sintomi cardiaci. Identificare con certezza la natura del dolore è cruciale per poterlo gestire adeguatamente.
Le cause possono essere ricondotte a problemi muscolo-scheletrici, cardiovascolari, nervosi o gastrointestinali. Altre possibili cause includono fratture, problemi vertebrali, reumatismi e nevralgie intercostali.
La diagnosi richiede esami specifici, come l'elettrocardiogramma o l'RX toracico, e l'analisi della storia medica del paziente. I trattamenti, invece, variano a seconda della causa sottostante e possono includere il riposo, terapie specifiche, fisioterapia, esercizi di stretching e farmaci (analgesici o antinfiammatori).
Il consulto medico è fondamentale per ottenere una diagnosi accurata e scegliere il trattamento più appropriato alle specifiche condizioni del paziente.

FAQ

Come capire se si tratta di dolori intercostali?

Per distinguere i dolori intercostali da altre manifestazioni dolorose (cardiache, digestive, traumatiche ecc.) è fondamentale comprendere se il dolore è effettivamente localizzato nello spazio tra una costola e l'altra; in caso contrario, infatti, il dolore potrebbe essere causato da fattori diversi. È importantissimo, inoltre, prendere nota di eventuali altri sintomi da sottoporre al medico per aiutarlo ad a formulare una diagnosi corretta. In base alla sintomatologia descritta, infatti, il medico analizzerà i punti più sensibili alla palpazione e valuterà se il dolore viene scatenato o acuito da movimenti attivi o passivi (estensione, flessione, flessione laterale e rotazione).

Quando i dolori intercostali sono pericolosi?

Solitamente i dolori intercostali non sono pericolosi; è invece prudente rivolgersi al medico se si sentono dolori provenire dagli organi interni, se si tratta di fitte prolungate nel tempo o se si hanno precedenti in famiglia di problemi cardiaci o respiratori. Il medico, dopo un'accurata diagnosi del paziente, saprà identificare la reale causa del dolore e la sua pericolosità, fornendo l'adeguato supporto per alleviare il dolore.

Come si fa a far passare i dolori intercostali?

Riposo, stretching leggero e uno stile di vita sano ed equilibrato sono i rimedi più efficaci contro i dolori intercostali. È sempre opportuno, però, rivolgersi al medico specialista per avere una terapia adatta al quadro clinico identificato. Le terapie, infatti, variano in base alle cause specifiche del dolore: per esempio, possono essere prescritte terapie farmacologiche, attività di stretching leggero o impacchi caldo-freddo.

Quanto tempo possono durare i dolori intercostali?

I dolori intercostali sono solitamente caratterizzati da una durata molto breve e da una frequenza diluita nel tempo. In base alla causa scatenante, però, la durata può essere variabile, passando da pochi secondi a diverse settimane. È proprio la durata del dolore uno dei fattori maggiormente rilevanti in fase diagnostica.

Fonti

  1. Australian Family Physician. Musculoskletal chest wall pain
  2. NHI (National Library of Medicine), Intercostal Neuralgia, - Accesso in data gennaio 2024
  3. Kumar R et al. The painful rib syndrome. Indian J Anaesth. 2013 May-Jun; 57(3): 311-313. doi: 10.4103/0019-5049.115585
  4. NHS. Costochondritis
  5. Istituto Superiore di Sanità (ISS), "Nevralgia post-erpetica" -  Accesso in data gennaio 2024
  6. Valori Normali, "Dolori intercostali al petto, lato sinistro e destro: cause, sintomi e cosa fare", - Accesso in data gennaio 2024
  7. NHI (National Library of Medicine), "Costochondritis" - Accesso in data gennaio 2024
  8. Enciclopedia Britannica, "Rib cage" - Accesso in data gennaio 2024
  9. Enciclopedia Britannica, "Rib" - Accesso in data gennaio 2024
  10. Fisioterapia Italia, Dolori Intercostali - Accesso in data marzo 2024

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