Dolore lombare destro e sinistro: le cause e i rimedi

2021-04-14T15:39:15
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Dolore Lombare Destro e Sinistro: le cause e i rimedi | Brexidol

Il dolore lombare, o lombalgia, è una sensazione dolorosa che si avverte nella parte bassa della schiena
La zona lombare è la porzione della schiena a livello della quale più frequentemente si può provare una sensazione di sofferenza, anche perché è quella che sostiene la maggior parte del peso della parte superiore del corpo: non a caso il rachide lombare (la porzione di colonna vertebrale compresa tra l'ultima vertebra toracica e la prima vertebra sacrale) è costituito da cinque vertebre più grandi rispetto a quelle delle altre regioni della colonna e che aumentano di dimensioni man mano che si procede verso il basso. 

Può capitare che il dolore non interessi però tutta la porzione lombare della schiena, ma che il punto dolente sia localizzato posteriormente verso il fianco, sul lato destro o sul sinistro. Scopriamo insieme quali sono i principali disturbi che possono determinare un dolore lombare laterale (e i fattori di rischio che espongono ad essi), quali sintomi si possono avvertire in associazione e come affrontare e risolvere il problema.

I sintomi del dolore lombare laterale

Il dolore lombare (lombalgia) laterale può essere il sintomo di diversi disturbi, e può avere caratteristiche variabili da caso a caso. In generale, il dolore alla schiena localizzato nella parte inferiore sinistra o destra può essere di intensità variabile, talvolta anche così intenso da bloccare i movimenti, come avviene nel caso del cosiddetto colpo della strega; può, inoltre, essere descritto come un dolore sordo e costante, un bruciore o un dolore acuto, improvviso e lancinante. In molti casi il dolore tende a risolversi nell’arco di pochi giorni o poche settimane, si tratta di lombalgia acuta, mentre quando perdura oltre le 12 settimane si parla di lombalgia cronica.

Il dolore lombare laterale, anche a seconda della causa scatenante, può essere accompagnato da altri sintomi, tra cui: 

  • rigidità alla schiena;
  • dolorabilità alla palpazione;
  • spasmi dei muscoli lombari;
  • formicolio e intorpidimento;
  • debolezza agli arti inferiori e difficoltà a stare in piedi. 

La sintomatologia dolorosa può attenuarsi con il riposo e può invece peggiorare a seguito di sforzi fisici (anche un semplice colpo di tosse), oppure dopo un prolungato periodo trascorso in piedi o seduti oppure salendo le scale. Se all’origine c’è una compressione del nervo sciatico (il nervo più lungo del corpo umano che ha origine nella zona lombo-sacrale e, attraverso i fianchi e le natiche, scorre lungo ciascuna gamba) si parla di sciatalgia o lombosciatalgia: il dolore segue il percorso della fibra nervosa e dalla zona lombare viene irradiato al gluteo, alla gamba destra o sinistra (a seconda del nervo interessato), lungo la parte posteriore della coscia, del ginocchio e del polpaccio, a volte anche fino al piede.

Se, invece, il dolore lombare laterale ha origine da disturbi a carico degli organi interni, potrebbe associarsi anche ad altri sintomi più specifici. Per esempio, in caso di calcoli renali, si potrà avvertire anche dolore o bruciore durante la minzione, nausea, necessità di urinare spesso, tracce di sangue nelle urine. In presenza, invece, di problematiche uterine (come fibromi o endometriosi) potrebbe associarsi per esempio a dolore pelvico e alterazioni del ciclo mestruale. È sempre sconsigliata un’autodiagnosi, soprattutto se i sintomi non si risolvono in breve tempo, la scelta migliore è sempre quella di fare riferimento al medico curante.

Cause scatenanti del dolore lombare laterale

Tra le cause che possono determinare un dolore lombare laterale ricordiamo, senza pretesa di esaustività:

  • una lesione a carico della muscolatura lombare della schiena (come una contrattura, uno stiramento o uno strappo muscolare) o ai legamenti, conseguente per esempio a uno sforzo eccessivo o al mantenimento prolungato di una postura scorretta, oppure a traumi o infortuni durante la pratica di attività fisica e sportiva. Ne è un esempio il cosiddetto colpo della strega, una contrattura muscolare improvvisa che può letteralmente bloccare la schiena (ad esempio, quando ci si risolleva bruscamente dopo essersi chinati), caratterizzata da un tipo di dolore intenso e acuto;
  • ernia del disco lombare, cioè la fuoriuscita, parziale o totale, del nucleo di un disco intervertebrale e la conseguente compressione e/o irritazione delle radici nervose vicine (come il nervo sciatico o la cauda equina). Questa discopatia può essere conseguenza, per esempio, di traumi, sforzi eccessivi, errori posturali;
  • condizioni degenerative del rachide lombare, come per esempio l’artrosi, per lo più conseguente all’usura legata all’età; può essere caratterizzata dalla formazione di osteofiti, cioè protuberanze ossee, anche laterali, che possono irritare le radici nervose (compreso il nervo sciatico);
  • stenosi spinale, restringimento del canale vertebrale che porta alla compressione del midollo spinale e delle radici nervose;
  • infiammazione dell’articolazione sacro-iliaca (o sacroileite), che collega la parte inferiore della colonna vertebrale (sacro) al bacino. Tra i fattori che possono determinare tale disfunzione articolare sono comprese lesioni traumatiche, artrosi, malattie di tipo infiammatorio (come la spondilite anchilosante), infezioni, o, ancora, la gravidanza. In quest’ultimo caso la struttura articolare si allenta e si allunga in vista del parto e viene inoltre sottoposta a ulteriore stress per il peso del feto e per la modifica dell’andatura durante la gestazione.

Ricordiamo infine che anche patologie a carico di organi addominali - in particolare reni, utero, intestino e pancreas - possono causare un dolore che si irradia nella parte bassa della schiena, lateralmente.

Per la complessità delle cause alla base del dolore lombare si raccomanda di fare sempre riferimento al medico curante.

Tra i fattori di rischio per il dolore lombare in generale, che valgono però anche per quello laterale, ricordiamo:

  • l’età: il primo attacco di lombalgia si verifica in genere in soggetti giovani, tra i 30 e i 50 anni, ma tende poi a diventare più comune con l’invecchiamento; con l’avanzare dell’età peraltro aumenta il rischio di sviluppare alcune condizioni scatenanti, come l’artrosi e la stenosi spinale
  • forma fisica inadeguata: risulta particolarmente a rischio, soprattutto di lesioni, chi alterna lunghe fasi di sedentarietà a momenti di elevato impegno fisico; al contrario, una regolare e moderata attività fisica può risultare protettiva
  • sovrappeso e obesità: il peso in eccesso aggrava il carico sul rachide lombare
  • fumo: contribuisce a limitare l’ossigenazione delle strutture della schiena (in particolare dei dischi) facendoli degenerare più rapidamente
  • ansia e stress: possono favorire la comparsa di tensione muscolare e influenzano la percezione stessa del dolore
  • attività lavorativa: è più a rischio chi svolge mansioni che implicano un movimento ripetitivo del busto, sforzi e sollecitazioni alla schiena (come sollevamenti, torsioni) e/o il mantenimento prolungato di posture scorrette.

Trattamenti per curare l'infiammazione lombare

Il trattamento del dolore lombare laterale dipende dalla causa sottostante. Se deriva, quindi, da un problema a un organo interno, sarà necessario ricorrere alle cure specifiche del caso. Qui di seguito ci concentriamo sui rimedi per la lombalgia imputabile a lesioni e disturbi a carico di ossa, articolazioni e tessuti molli della schiena, negli altri casi il medico di base o lo specialista saprà operare la corretta diagnosi e impostare la terapia appropriata.

In genere il primo approccio ha lo scopo di dare sollievo dal dolore e alleviare l’infiammazione ricorrendo in primo luogo a:

  • impacchi caldi e/o freddi;
  • antidolorifici, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), disponibili anche in formulazioni topiche (gel, cerotti, spray, creme da applicare direttamente sulla zona dolente).

Contestualmente, è bene evitare i movimenti che peggiorano la sintomatologia dolorosa, ma il riposo a letto è generalmente sconsigliato. Può essere invece indicato dal medico uno stretching delicato. Superata la fase acuta, viene generalmente raccomandata la fisioterapia, che può comprendere, ad esempio, sedute di terapia manuale, ginnastica mirata di allungamento e di rinforzo muscolare, un programma di rieducazione posturale, anche in un’ottica di prevenzione di nuovi episodi acuti.

Se il mal di schiena laterale non mostra segni di miglioramento dopo i primi trattamenti domiciliari o si ripresenta frequentemente, o, ancora, se sono presenti sintomi che possono far sospettare un problema a un organo interno (come dolori durante la minzione, dolori pelvici e addominali associati ecc.) è opportuno rivolgersi al medico curante per una diagnosi del problema sottostante. Egli potrà eventualmente anche consigliare una visita specialistica.  

Inoltre, meglio rivolgersi subito al medico se:

  • il dolore è improvviso e molto intenso
  • Il dolore compare in seguito a un infortunio (come una caduta o un incidente)
  • sono presenti anche sintomi come perdita di controllo della vescica e dello sfintere intestinale e intorpidimento inguinale.

Per giungere alla diagnosi, o almeno per escludere alcune possibili cause, lo specialista raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente, sullo stile di vita (anche per individuare eventuali fattori di rischio), si informa su quando e come sono comparsi i sintomi e sulle loro caratteristiche e quindi procede a un esame fisico. Se lo ritiene necessario può richiedere anche esami di accertamento ulteriori.

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