Scopri il rimedio contro la lombalgia

È un disturbo purtroppo molto diffuso, che si manifesta con un dolore localizzato nella parte bassa della schiena causato per esempio da movimenti bruschi o traumi. Al dolore possono aggiungersi sensazione di tensione e rigidità muscolare.

Per lombalgia si intende un dolore localizzato che interessa la regione lombare, ossia le 5 vertebre della colonna vertebrale – o rachide – comprese tra la porzione toracica e quella sacrale.

Si stima che più dell’80% degli abitanti dei Paesi industrializzati ne soffra (o ne abbia sofferto nel corso della propria vita), in maniera più o meno grave. I più colpiti sono gli individui tra i 35 e i 55 anni, per i quali le lombalgie possono rappresentare un fattore limitante in molti aspetti della vita quotidiana.

Lombalgia

Lombalgia: sintomi e cause

Lombalgia - sintomi e cause

La stragrande maggioranza degli episodi di dolore lombare (circa il 90%) si risolve nel giro di 6 settimane: si parla quindi, in questo caso, di lombalgia acuta. In questo caso il dolore è nella maggior parte dei casi provocato da disturbi a carico delle strutture vertebrali o dei muscoli, ed è spesso accompagnato dall'infiammazione della zona circostante. Il dolore acuto nella zona lombare, quindi, è in realtà il sintomo della comparsa di uno stato infiammatorio.

Una porzione non trascurabile di pazienti tuttavia sviluppa dolore cronico, spesso di natura invalidante, che si protrae per mesi o anni, anche quando la lesione e l'infiammazione a livello del rachide sono ormai guarite. Alcuni fattori importanti che favoriscono il passaggio da lombalgia acuta a una condizione cronica sono l'eccesso di peso e la sedentarietà, il fumo e lo stress. In particolare, essere sovrappeso e fare poca attività fisica espongono maggiormente al rischio di soffrire di mal di schiena lombare in modo cronico.

La sintomatologia più comune include un senso di rigidità nella zona lombare, associato a formicolio (o bruciore) e alla difficoltà (o impossibilità) nello svolgere movimenti che coinvolgano questa porzione della schiena.

Se il dolore si irradia anche alla gamba e/o al piede, probabilmente è dovuto a una sciatalgia (o lombosciatalgia), patologia causata dalla compressione o dall’irritazione del nervo sciatico: questa fibra nervosa è la più lunga tra quelle presenti nel corpo umano.
Origina nella zona bassa della schiena dall’unione di nervi lombari e sacrali, e poi decorre lungo il gluteo e la parte posteriore della gamba, fino ad arrivare al piede.
È un nervo cosiddetto misto (cha ha, cioè, sia funzione motoria sia sensoriale): i disturbi ad esso correlati comportano perciò una sintomatologia piuttosto varia, che implica la percezione di formicolio, calore e – appunto – dolore.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi il dolore lombare è di tipo aspecifico, ossia non direttamente correlabile a una particolare sindrome. In questo caso si presume che sia causato da uno stress di natura meccanica e/o posturale su strutture vertebrali e paravertebrali.

Lombalgia - sintomi e cause

Una causa del dolore lombare sono infatti, per esempio, i movimenti che portano a torsione, rotazione, flessione ed estensione improvvisa della colonna vertebrale e della muscolatura prossimale (con conseguente contrattura, strappo o stiramento di uno o più muscoli); il mal di schiena a livello lombare può anche essere causato dal sollevamento ripetuto di pesi o dall’assunzione di una postura statica prolungata (come quella di chi, per il proprio lavoro, deve rimanere in posizione eretta per diverse ore consecutive) o errata (come la posizione seduta non ottimale che molte persone assumono alla scrivania o al computer e che, se protratta nel tempo, può portare a una vera e propria deformazione della colonna vertebrale, nota come iperlordosi).
Sono quindi più a rischio di lombalgia per esempio gli operai, i facchini e i magazzinieri, che devono sollevare spesso carichi importanti, sottoponendo la colonna vertebrale e la muscolatura lombare a sforzi prolungati, ma anche gli autisti e i camionisti, che passano diverse ore al giorno seduti, o i commessi e gli operatori sanitari, che in molti casi devono restare in piedi a lungo e spesso in posizioni scorrette che impongono uno sforzo eccessivo alle strutture della zona del rachide.

Diagnosi della lombalgia

La diagnosi rappresenta un momento cruciale quando si parla di dolore lombare in quanto consente di identificare le cause del disturbo, capire se i sintomi riportati sono espressione di una patologia più seria e indirizzare così il paziente verso l’opportuna terapia.

Lombalgia - diagnosi

In genere, durante la prima visita il medico esegue un rigoroso e approfondito esame obiettivo nel quale, oltre alla sede del dolore, vengono identificati anche i movimenti e le posture che accentuano il dolore, e quelli che invece lo attenuano.

Inoltre, vengono raccolte informazioni sullo stato di salute del paziente, per individuare eventuali altre patologie e terapie associate, nonché comportamenti ed eventi che hanno portato alla lombalgia (un movimento improvviso e non controllato, effettuato per esempio durante la pratica di uno sport, o un piccolo trauma dovuto a una caduta o a un incidente).

In seguito alla prima visita il medico valuterà se sono opportuni ulteriori approfondimenti diagnostici, indicando gli specialisti a cui rivolgersi per una valutazione più approfondita della situazione, l'identificazione delle cause del problema e la definizione del trattamento più adeguato nel caso specifico. Per l'approfondimento diagnostico si utilizzano esami strumentali, soprattutto radiologici.

Lombalgia: i rimedi

Lombalgia - rimedi

Il primo obiettivo in caso di lombalgia, soprattutto in fase acuta, è naturalmente quello di alleviare il dolore: innanzitutto, quindi, è importante il riposo e l’astensione da qualsiasi attività fisica che peggiori il dolore.
 
Nei casi di dolore più intenso e invalidante si può giungere, se consigliato dal proprio medico, al totale riposo a letto, limitato però a non più di 2-3 giorni: un’immobilità protratta più a lungo, infatti, rischia di allungare i tempi di recupero.

In questo contesto, la terapia farmacologica può essere un utile alleato per alleviare i sintomi: i medicinali più utilizzati sono gli antidolorifici a blanda azione analgesica e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sistemici oppure topici.

Per trattare un disturbo acuto particolarmente grave, in cui il dolore è associato a spasmi muscolari, si può ricorrere anche all’utilizzo di miorilassanti locali e massaggi lombari di tipo decontratturante. Va sottolineato, però, che il massaggio è utile solo se il dolore è dovuto a una contrattura muscolare, e non a lesioni vertebrali o delle radici nervose, e solo per ridurre il sintomo doloroso.
Nei casi più comuni questi trattamenti sono sufficienti.

Se invece il dolore persiste, solitamente si fa ricorso innanzitutto ad apposite sedute di fisioterapia e/o di ginnastica posturale, per poi passare a strumenti terapeutici più complessi.

Come prevenire il dolore lombare

Per migliorare la funzionalità della zona coinvolta, una volta che il dolore è passato è importante riprendere gradualmente le normali attività (siano esse lavorative e/o sportive), evitando – per quanto possibile – di esporre il tratto lombare a sollecitazioni eccessive o ripetute.
In caso sia necessario, per esempio se il dolore si è protratto per diverse settimane, è possibile farsi affiancare da un esperto in un vero e proprio percorso di riabilitazione motoria e funzionale.

Lombalgia - prevenzione

Tuttavia, per evitare che il dolore lombare si ripresenti e/o cronicizzi è fondamentale, a guarigione ottenuta, applicare opportune strategie di prevenzione: la muscolatura, in particolar modo quella della schiena e dell’addome, contribuisce in maniera cruciale alla stabilità della colonna vertebrale e al controllo fine dei suoi movimenti; per questo motivo, una prima soluzione per evitare il ritorno del dolore lombare può essere quello di rinforzare i muscoli di questi distretti corporei, migliorandone al contempo la mobilità attraverso mirati esercizi di stretching.

Lombalgia - prevenzione

È poi molto utile adottare, nelle attività di tutti i giorni, tutte quelle misure in grado di garantirci una postura corretta. È importante quindi effettuare una sorta di rieducazione al movimento e della postura:

  • alzare correttamente i pesi (abbassandosi a terra piegando le gambe, e quindi minimizzando lo sforzo a livello di colonna vertebrale)
  • camminare correttamente, evitando per esempio di tenere le punte rivolte troppo verso l’esterno
  • controllare periodicamente la posizione assunta da seduti (se per il proprio lavoro si è costretti a stare seduti per molte ore consecutive) e concedersi delle brevi pause ogni 60-70 minuti nelle quali alzarsi e fare qualche passo
  • utilizzare cuscino e materasso di buona qualità e non troppo datati, in modo da assumere una posizione corretta anche durante il sonno.

Infine, anche mantenere una buona forma fisica può aiutare a prevenire l'insorgenza di lombalgia: avere una vita sedentaria ed essere affetti da obesità, oltre a rappresentare di per sé degli elementi negativi per il benessere generale di un individuo, sono infatti importanti fattori di rischio per la lombalgia, insieme all’età avanzata e al fumo.
L'esercizio fisico porta benefici sia per prevenire sia per trattare la lombalgia, ma deve essere adeguato: è importante infatti evitare lo sforzo eccessivo e il sovraccarico delle strutture dell'area del rachide, puntando invece a rinforzare i muscoli del tronco che sostengono la colonna vertebrale, ne favoriscono la funzionalità e riducono la tensione nelle zone maggiormente soggette.
A questo scopo, è opportuno rivolgersi a un fisioterapista o un fisiatra, che potranno fornire consigli e insegnare specifiche tecniche per impostare un programma corretto di esercizio, da seguire con regolarità.
Tutte queste accortezze sono utili anche nel trattamento della lombalgia cronica, prestando particolare prudenza nei confronti di rimedi solo apparentemente efficaci (come massaggi, agopuntura e manipolazioni vertebrali): nel migliore dei casi questi approcci offrono un sollievo temporaneo, che non agisce sulle vere cause del disturbo, ma a volte (soprattutto se non effettuati da un esperto professionista) possono addirittura aggravare la situazione.

Lombalgia - prevenzione

Meglio invece affidarsi a un trattamento fisioterapico che non sia limitato al bisogno, bensì eseguito con regolarità e tenendo conto che, per la maggior parte dei casi, una sola seduta non è sufficiente.

È infatti importante ricordare che ogni persona è diversa in termini di conformazione anatomico-funzionale della colonna vertebrale, e conseguentemente risponderà in modo diverso a trattamenti e terapie, ma anche ai diversi approcci preventivi: gli esercizi di yoga che possono risultare utili per qualcuno, per esempio, sono dannosi per qualcun altro; il “letto perfetto” non esiste, ma va scelto (in termini di elasticità e spessore del materasso) sulla base delle proprie esigenze;  infine, l’attività sportiva, di per sé fattore protettivo per la salute muscolo-articolare, va sempre adattata alla propria età e forma fisica.

FAQ

Quali sono i sintomi della lombalgia?

Un dolore sordo nella zona bassa della schiena, associato a rigidità, formicolio o difficoltà di movimento sono i sintomi principali della lombalgia.

Dove fa male con la lombalgia?

La zona della schiena interessata dal dolore è quella bassa, tra le vertebre toraciche e quelle sacrali; se il dolore si irradia anche più in basso, lungo i glutei e una delle due gambe, si parla invece di sciatalgia.

Quanto tempo può durare la lombalgia?

Nella maggior parte dei casi, il dolore scompare dopo un periodo massimo di sei settimane.

Cosa fare in caso di lombalgia?

È necessario rivolgersi a un medico specialista che saprà diagnosticare le cause e l'entità della lombalgia. Il medico potrà consigliare il riposo, quindi l'astensione da qualsiasi sforzo o da attività fisica che peggiori i sintomi, o anche una leggera ginnastica posturale. Per alleviare il dolore, il medico può anche prescrivere antidolorifici o farmaci antinfiammatori.

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