Rigidità muscolare: come trattarla quando causa dolore

2021-03-03T14:44:58
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Rigidità Muscolare: come trattarla quando causa dolore | Brexidol

Quando si manifesta una condizione di rigidità muscolare significa che un muscolo (o un gruppo di muscoli) è in uno stato di contrazione eccessiva e non è in grado di rilassarsi spontaneamente, come di norma dovrebbe avvenire a riposo. La rigidità muscolare può insorgere in modo improvviso, presentandosi inizialmente come uno spasmo o un crampo, oppure gradualmente nel tempo per ragioni molto diverse da caso a caso, che possono dipendere da fattori fisici o psicologici

La sintomatologia che ne deriva può variare da una modesta tensione muscolare a una condizione molto fastidiosa e parzialmente invalidante soprattutto quando, oltre a una rigidità muscolare significativa, sono presenti anche dolore, difficoltà nei movimenti e limitazione della funzionalità dei muscoli interessati. Come fare per evitare situazioni di questo tipo? Ecco alcuni consigli a supporto della prevenzione e del trattamento della rigidità muscolare: sia quella che si sviluppa progressivamente, sia quella estemporanea dovuta a contratture improvvise.

I sintomi della rigidità muscolare

La rigidità muscolare è, a tutti gli effetti, una contrattura e si instaura quando un muscolo, anziché contrarsi e rilassarsi ritmicamente per mantenere il proprio tono o supportare il movimento, resta bloccato nella fase di contrazione (stato di massimo accorciamento delle fibre muscolari) per un periodo prolungato, senza riuscire a passare alla successiva fase di rilassamento (stato di massimo allungamento delle fibre muscolari).

La rigidità muscolare è generalmente accompagnata da un dolore di intensità variabile (da una sensazione di intorpidimento a una fitta acuta), che viene accentuato dalla pressione e dal tentativo (spesso inutile) di muovere il muscolo interessato. Se la contrattura riguarda muscoli abbastanza superficiali, è possibile osservare anche un leggero gonfiore nell'area cutanea corrispondente e i fasci muscolari contratti possono essere chiaramente individuati al tatto a causa del tono muscolare anomalo che li caratterizza rispetto al loro stato abituale e al livello di contrazione delle strutture muscolari circostanti.

Il dolore associato alla rigidità e alle contratture muscolari è dovuto, in parte, al blocco delle fibre muscolari in una posizione non fisiologica (talvolta accompagnato anche dall'alterazione dell'irrorazione sanguigna, con conseguente riduzione dell'apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule muscolari) e, in parte, alla reazione infiammatoria localizzata, che può essere all'origine della contrattura stessa oppure essersi instaurata in un secondo momento, come conseguenza della contrazione muscolare eccessiva e persistente.

Cause della rigidità muscolare

Sviluppare un'eccessiva tensione muscolare in una o più parti del corpo è un'esperienza abbastanza frequente soprattutto dopo i 30 anni, sia tra chi pratica sport sia tra chi conduce una vita sedentaria. Sperimentare disturbi muscolari di questo tipo diventa ancora più probabile se si assume abitualmente un atteggiamento posturale scorretto (soprattutto quando si sta seduti a lungo o si dorme), se si eseguono movimenti ripetitivi (sul lavoro, durante le attività quotidiane o la pratica sportiva) e se si soffre di ansia o stress (che inducono un generale aumento del tono muscolare, favorendo contratture e crampi).

Le possibili cause della rigidità muscolare sono innumerevoli. Alcune sono estremamente comuni, non preoccupanti, facilmente trattabili anche senza l'aiuto del medico e prevenibili adottando semplici accorgimenti per correggere la postura e la gestualità durante l'attività fisica o lavorativa. Altre, meno frequenti, possono essere legate a patologie di tipo muscolare, vascolare o neurologico e devono essere poste all'attenzione di medici specialisti dell'area clinica specifica per ottenere una diagnosi precisa e individuare soluzioni adeguate.

Tra chi pratica sport, specie a livello amatoriale, il problema della rigidità muscolare deriva generalmente dall'uso troppo intenso o prolungato di un distretto muscolare, soprattutto nel contesto di esercizi che prevedono movimenti ripetitivi, se i muscoli non sono abbastanza allenati e se non si è più giovanissimi. In situazioni di questo tipo, infatti, i muscoli vanno facilmente incontro a un "esaurimento metabolico" che compromette la loro capacità di contrazione e rilassamento ritmico. 

Chi pratica attività fisica o lavorativa pesante in ambienti caldi e/o tende a sudare molto, può invece sviluppare rigidità muscolare, contratture e crampi dolorosi a causa della disidratazione e della perdita di sali minerali, essenziali per supportare la corretta contrazione muscolare (in particolare, potassio, magnesio, calcio e sodio). In questi casi, l'aumento della tensione muscolare e l'insorgenza di dolore possono verificarsi durante i movimenti oppure in un secondo tempo, a riposo, generalmente di notte, causando bruschi risvegli. I muscoli più spesso interessati da rigidità sono quelli dei piedi, dei polpacci, delle cosce o del braccio maggiormente utilizzato. 

Quelli delle braccia, delle spalle, del collo e della schiena (soprattutto, nella parte bassa, a livello lombare) sono i distretti muscolari più spesso interessati da rigidità e contratture in chi svolge attività lavorative pesanti che impegnano molto la parte superiore del corpo e che richiedono di sollevare ripetutamente pesi o piegare o torcere la schiena.

In modo diametralmente opposto, per chi conduce uno stile di vita sedentario o è costretto a restare seduto o fermo in piedi per diverse ore al giorno per ragioni lavorative, la principale fonte di rigidità muscolare è legata al mancato movimento e al mantenimento di una postura che impone una tensione muscolare eccessiva e protratta a uno o più distretti muscolari. 

Tra impiegati e professionisti impegnati in lavori d'ufficio e che usano il computer a lungo, i muscoli più soggetti a contratture di questo tipo sono quelli del collo, delle spalle, del dorso, della zona lombare della schiena, del braccio e della mano dominanti (con cui si scrive o si usa il mouse).

Il rischio di andare incontro a crampi e contratture aumenta man mano che l'età avanza, sia perché il metabolismo muscolare e la circolazione sanguigna diventano meno efficienti, i muscoli meno elastici e tonici e la disidratazione più probabile, sia perché a partire dai 35-40 anni iniziano a instaurarsi condizioni di osteoartrosi più o meno grave, che favoriscono la reazione infiammatoria a carico di tendini e muscoli.

Rigidità muscolari indotte da disturbi articolari si osservano comunemente in chi soffre di artrosi cervicale (associata a tensione muscolare e contratture di collo, spalle e braccia) e lombare (associata a dolore nella parte bassa della schiena).

Altri comuni fattori di rischio per lo sviluppo di rigidità muscolari e contratture sono la gravidanza (soprattutto negli ultimi mesi, a causa della postura innaturale imposta alla colonna vertebrale e del peso/ingombro del feto a livello dell'addome e della parte bassa della schiena), le malattie neuromuscolari (malattia di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, spasticità, sclerosi multipla, fibromialgia ecc.), il diabete e i disturbi tiroidei. 

Trattamenti: quando la rigidità muscolare causa dolore

Il trattamento della rigidità muscolare dipende dalla causa che l'ha indotta, dalla modalità con la quale è insorta e da quanto è grave. Se i disturbi sono molto modesti, in genere è sufficiente eseguire esercizi in grado di favorire il rilassamento e la mobilità dei muscoli interessati ed eventualmente sottoporsi a massaggi (effettuati da professionisti competenti) per ottenere un ulteriore miglioramento dei sintomi.

Quando la tensione muscolare è notevole, associata a dolore significativo e a una seria riduzione della funzionalità del muscolo interessato, è consigliabile rivolgersi al medico per un controllo e ricevere consigli di trattamento mirati di tipo fisico, farmacologico e riabilitativo, dopo gli opportuni approfondimenti diagnostici.

Se la rigidità muscolare è insorta durante l'attività fisica e/o si ritiene che sia stata causata da un evento traumatico non necessariamente grave, ma associato a infiammazione del muscolo (come, per esempio, uno stiramento o uno strappo), la prima cosa da fare è mettere il distretto muscolare interessato a riposo e applicare ghiaccio (che ha azione antinfiammatoria) per almeno 15-20 minuti, ripetendo l'applicazione ogni ora per alcune ore. Possono essere utili anche farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) da applicare localmente sotto forma di gel, creme o cerotti a lento rilascio.

I rimedi a base di FANS sono indicati per ottenere sollievo anche quando la tensione muscolare insorge gradualmente a causa del mantenimento di una postura non fisiologica per molte ore (come nel caso del cosiddetto “torcicollo”). Anche la terapia termica può contribuire al miglioramento della sintomatologia, in quanto il calore favorisce il rilassamento delle fibre muscolari e riduce la trasmissione dei segnali dolorosi al sistema nervoso centrale. Favorire la mobilità dei muscoli irrigiditi, attraverso esercizi mirati e massaggi è, inoltre, sicuramente consigliabile sia per risolvere il problema in fase acuta sia per prevenire ulteriore rigidità muscolare e contratture in momenti successivi.

Consigli per prevenire l'irrigidimento muscolare

Per la prevenzione della rigidità muscolare esistono diversi accorgimenti efficaci, che possono essere facilmente adottati nella vita quotidiana, in relazione alle attività svolte e alle parti del corpo maggiormente sottoposte a tensione muscolare. 

Se rigidità e contratture dolorose sono favorite dal mantenimento di una postura scorretta da seduti per un periodo prolungato è importante: 

  • scegliere una seduta ergonomica per ridurre lo stress a carico di schiena, collo, spalle e braccia (poltrona rigida con braccioli e sostegno alla zona lombare della schiena)
  • posizionare il piano di lavoro/computer a un'altezza adeguata in funzione della propria statura e del livello della seduta e porre il monitor a una distanza che permetta di vedere bene mantenendo la schiena e il collo in posizione fisiologica
  • fare pause di 5-10 minuti ogni 1-2 ore per eseguire esercizi di mobilizzazione e rilassamento (fare stretching per i muscoli di collo, spalle e schiena; ruotare lentamente la testa a destra e sinistra per 360°; alzarsi e camminare, distrarsi mentalmente).

Se le contratture muscolari sono dovute o peggiorate dallo stress associato all'attività lavorativa o a stati d'ansia, può essere utile provare a praticare yoga, meditazione o altre forme di rilassamento, come la respirazione guidata, l'aromaterapia ecc., in relazione alle proprie inclinazioni e preferenze. Anche una doccia o un bagno caldi possono essere molto utili per allentare la contrazione muscolare e la tensione emotiva a fine giornata e predisporre a un riposo più sereno.

A prescindere dal lavoro svolto e dall'età, camminare e praticare attività fisica moderata o uno sport (nuoto, ginnastica a terra o in acqua, corsa lenta, pilates ecc.) per almeno mezz'ora al giorno è sicuramente vantaggioso per allenare in modo armonioso i principali distretti muscolari, mantenendo i muscoli più tonici ed elastici e permettendogli di reagire meglio sia all'esercizio sia a eventuali stress passivi.

Se il problema della rigidità muscolare non migliora nonostante questi accorgimenti, è consigliabile consultare un fisioterapista per un programma di ginnastica posturale, mirata a rinforzare i muscoli che sostengono le parti del corpo maggiormente soggette a sollecitazioni negative durante le attività quotidiane.

Per evitare le contratture a collo, spalle, schiena e braccia legate alla postura scorretta assunta inconsapevolmente mentre si dorme, può essere utile dotarsi di un materasso rigido e cuscini sagomati. Inoltre, se si dorme proni, si dovrebbe cercare di non tenere le braccia sotto il corpo.

Per la prevenzione della rigidità muscolare durante o dopo l'attività fisica, in principali consigli consistono invece nel: 

  • eseguire sempre esercizi di riscaldamento/rilassamento e stretching all'inizio e alla fine dell'allenamento
  • evitare di affaticare i muscoli con movimenti ripetitivi, sforzi troppo intensi o esercizi prolungati
  • garantirsi una sufficiente idratazione, assumendo acqua e sali minerali prima, durante e dopo gli allenamenti
  • in caso di attività fisica per un periodo prolungato (più di 1-2 ore), valutare l'assunzione di zuccheri semplici per supportare il metabolismo muscolare 
  • se si pratica uno sport (o un'attività lavorativa) che impegna principalmente un distretto muscolare o una parte del corpo (tennis, baseball, sollevamento pesi ecc.) prevedere esercizi di compensazione per i muscoli meno usati.

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